Trescore Balneario (Bergamo), 9 agosto 2017 - Per terra sono rimasti nove bossoli, i resti della sparatoria. Poi dei crick per auto, mazze e bastoni. E se non ci è scappato il morto è solo per miracolo, anche perché l’intenzione era quella di uccidere. Sono le testimonianze di un pomeriggio da Far West andato in scena in piazza Pertini, vicino all’ufficio postale, a Trescore Balneario.

Il bilancio della sparatoria è di due feriti, tra cui un extracomunitario ingaggiato a gettone (pare dietro un compenso di 100 euro) da uno dei gruppi come guardia del corpo. Sei persone sono state portate in caserma per accertamenti, per tre di loro è scattato il fermo. Si tratta di due uomini e una donna. Quest’ultima è la moglie di Giorgio Nicolini, esponente di spicco dell’omonima famiglia rom, che da tempo si contrappone in una faida a quella degli Horvat. Gli stessi gruppi cui i carabinieri del Nucleo operativo di Bergamo assieme ai colleghi delle Fiamme gialle hanno sequestrato beni, mobili e immobili per un valore che ha sfiorato i 50 milioni di euro: un patrimonio. Tutto è successo intorno alle 14.30, con una decina di persone a fronteggiarsi. Motivo del regolamento di conti? Una questione economica: soldi da riscuotere. Forse un debito per via di un’auto di grossa cilindrata che non era stata pagata. Sono stati attimi di terrore puro nel piazzale dove in pochi secondi si è scatenato l’inferno.

Da una prima ricostruzione, pare che sei auto si siano inseguite e scontrate prima di fronte a un benzinaio e poi nella vicina piazza Pertini, un grande parcheggio che si trova fra l’ospedale di Trescore, l’ufficio postale e il mercato, che era appena terminato. Un vero e proprio regolamento di conti: dopo un violento scontro fra tre auto, tra cui due Hummer e un’Alfa Romeo di grossa cilindrata, si è scatenata la fitta sparatoria. Una serie di colpi di arma da fuoco sparati con pistole calibro 7.65. Subito dopo c’è stato un fuggi fuggi generale a piedi. Le tre auto sono state abbandonate sul piazzale, mentre altre due sono state intercettare dai militari a San Paolo d’Argon. Scattato l’allarme, sul posto sono arrivate diverse pattuglie dei carabinieri che hanno avviato le indagini subito indirizzate verso le famiglie rivali. Sono scattate anche perquisizioni a tappeto in tutta la zona.