Castellanza (Varese), 13 ottobre 2017 - Una coppia di coniugi riservati, dalla vita relativamente modesta. Tutto il loro denaro investito, almeno apparentemente, in una maestosa villa alle porte di Garbagnate Milanese. Dietro la porta dell’abitazione di Alba De Rosa, 68 anni e Vito Clericò, di 65, accusato dell’omicidio di Marilena Rosa Re, la promoter varesina di 58 anni uccisa e decapitata a fine luglio scorso, potrebbero però celarsi altri misteri, su cui la Procura di Busto Arsizio ha deciso di far luce. Primo tra tutti, il rapporto tra i coniugi e una 76enne deceduta nel 2002, ospite dei Clericò da fine anni ’90 e che, nonostante avesse famiglia, avrebbe deciso di lasciare a loro la sua eredità. Con quei soldi marito e moglie avrebbero pagato parte della loro casa.

Scavando nei rapporti tessuti da Alba De Rosa e suo marito, sono emerse altre figure che, negli anni, hanno prestato denaro ai coniugi. Prima di Marilena, che avrebbe affidato novantaseimila euro alla coppia ci sarebbe stato un collega di Alba De Rosa, dipendente di un supermercato, che le avrebbe prestato trentamila euro, riavuti solo dopo essersi rivolto a un legale. E prima ancora la 76enne che, stando al legale di Clericò Franco Rovetto, «necessitando di cure, fu presa in casa da Alba De Rosa, la quale di lei si occupò fino alla sua morte», tanto da «provvedere anche al suo funerale». La donna riposa nel cimitero di Garbagnate Milanese. Ed è sui rapporti tra l’anziana e i Clericò, sul perché abbia deciso di affidare i suoi risparmi alla coppia, oltre che sulle sue condizioni di salute fino al decesso, che la Procura di Busto Arsizio ha deciso di approfondire le verifiche.

Originaria di Milano, dove ha vissuto fino a prima del 2000, la 76enne si è poi trasferita a casa Clericò, costruita anche con i suoi risparmi. Come si sono conosciuti la donna e Alba De Rosa? Quando e come la signora ha scelto di lasciare un’eredità alla coppia? E, ancora, come è deceduta? Sono queste le domande a cui gli investigatori, coordinate dal pm Rosaria Stagnaro, stanno cercando di dare risposte. Nel frattempo sono ancora attesi gli esiti degli esami dei Ris sui campioni di sangue raccolti in casa Clericò, allo scopo di accertare se Marilena sia stata uccisa nell’orto di Garbagnate in uso al 65enne dove sono stati rinvenuti i resti, o nel garage della villa. Clericò intanto ha ritrattato con una lettera scritta di suo pugno la confessione. «Ha detto di essersi svegliato con Marilena accanto e la testa decapitata vicino - ha spiegato il suo avvocato - A tratti è confuso ma è tornato a dire di non averla uccisa lui». Sarebbe la sesta versione dei fatti data dal pensionato. La missiva è stata depositata in Procura.