Bergamo, 28 settembre 2017 - Supera di poco i 700mila euro l’importo complessivo delle somme assegnate quest’anno ai Comuni della Bergamasca dal ministero dell’Interno per la collaborazione fornita all’Agenzia delle Entrate nelle attività di prevenzione e contrasto all’evasione fiscale sul territorio provinciale durante il 2016. L’attribuzione dei fondi non è, come è noto, indiscriminata: essa riguarda, infatti, soltanto le amministrazioni che hanno sottoscritto con la stessa Agenzia l’apposito protocollo d’intesa chepermette ai funzionari di recepire le “segnalazioni qualificate” pervenute dal personale comunale (come contratti di locazione non registrati, omessa dichiarazione Imu, esercizio abusivo di attività commerciali) e di procedere al recupero di quanto eluso dai contribuenti.

I soldi così assicurati al fisco finiscono poi, nella misura del 100%, proprio nelle casse dei Comuni e possono essere di conseguenza, come puntualizza il direttore della sede di Bergamo, Antonino Lucido, "destinati ad altri scopi e progetti a beneficio dell’intera comunità". Nonostante l’azione capillare di controllo, tuttavia, i dati dello scorso anno hanno fatto registrare una significativa riduzione della cifra complessiva: nel 2015, infatti, l’intera provincia di Bergamo – dove l’attività partecipativa riguarda, nel complesso, una settantina di amministrazioni (ma non è detto che ognuna partecipi attivamente con continuità) – aveva superato il milione e 100mila euro; nel 2016 ci si è fermati intorno ai 722mila, con un calo di circa il 37%.

"Si tratta di un fenomeno fisiologico – osserva lo stesso direttore – in quanto, col tempo, la vigilanza, individuati i fenomenimacroscopici, deve concentrarsi su quelli più circoscritti e quindi difficilmente accertabili. Rimane il fatto, comunque, che questa forma di partecipazione attiva sta dando frutti positivi e duraturi fra livelli diversi della pubblica amministrazione". Vale anche per il Comune di Bergamo, da sempre in prima linea accanto all’Agenzia delle Entrate, che, dopo i 473mila euro ricevuti lo scorso anno alla luce dell’attività svolta in quello precedente, si ferma, stavolta, a circa 378mila. Fra i virtuosi del 2016 figurano pure Lovere, che sfiora i 76mila euro di evasione recuperata, Gorle, con 45mila, e Nembro, fermo a un’incollatura: 38.200 euro. In coda alla lista dei 29 municipi a cui il ministero ha riconosciuto il diritto al contributo figurano (con un’incidenza legata pure al numero di abitanti) Gandellino, Parre, Tavernola Bergamasca e Vigolo con 100 euro ciascuno. Nel contesto lombardo, tuttavia, la provincia orobica si conferma territorio d’eccellenza in termini di somme assicurate al fisco: occupa, infatti, il terzo gradino del podio dietro solo a Milano (il capoluogo regionale ha individuato, da solo, più di un milione e 700mila eurodi irregolarità) e Brescia.