Sul caso indagano i carabinieri
Sul caso indagano i carabinieri

Buccinasco (Milano), 23 gennaio 2018 - Un uomo viaggia in sella alla sua bici. Urta qualcosa: un sasso, una piccola buca. Tanto basta a farlo sbandare e a farlo cadere su una macchina posteggiata. D’istinto, magari per non finire faccia a terra, si appoggia al cofano, ma senza provocare danni sulla vettura. In tre scendono dall’auto e iniziano a pestarlo, a sangue. Una violenza inaudita. È una scena che ricorda le immagini violente di film come Trainspotting. Della banda di Arancia Meccanica. Invece la scena non si gira: è vita reale di un pomeriggio a Buccinasco. Domenica, dopo mezzogiorno. Un ragazzo di neanche 30 anni, straniero, viaggia su via Lomellina, all’altezza del negozio cinese di articoli per la casa. I tre che scendono dalla macchina bianca avranno sui 30 anni anche loro. Lo insultano. E dalle parole passano alle mani.

Lo afferrano e comincia il massacro con pugni e calci. Lo buttano per terra e continuano a pestarlo, fino a ridurlo una maschera di sangue. Sdraiato, faccia a terra, prende ancora cazzotti e pedate. Si rialza, corre verso l’altro lato della strada, ha in mano la catena della bici, forse per difendersi, ma non la userà mai in quei pochi, atroci, minuti. I tre gli scaraventano la bici, poi lo vanno a riprendere dall’altra parte della strada. Ricomincia il pestaggio. Lo afferrano e lo buttano al centro della carreggiata, dove passano le macchine. In pochi vedono la scena, gli urlano di smetterla e tirano fuori i telefoni per chiamare aiuto: allora le tre belve salgono in auto e scappano. Sul fatto indagano i carabinieri di Buccinasco che hanno raccolto le testimonianze di chi ha assistito alla scena.