Il direttore generale dell’Asst Rhodense, Ida Ramponi
Il direttore generale dell’Asst Rhodense, Ida Ramponi

Garbagnate (Milano), 31 gennaio 2019 - Una media  di 157 accessi al giorno al pronto soccorso dell’ospedale di Garbagnate e 185 accessi al giorno in quello di Rho, tra pazienti che arrivano da soli e quelli trasportati in ambulanza dal servizio del 118. Il picco dell’influenza manda in affanno i due reparti di emergenza-urgenza dell’Asst Rhodense ma la direzione aziendale non si fa trovare impreparata e mette in campo un “Piano di gestione del sovraffollamento”. Pazienti in barella per giorni, mancato rispetto della privacy nella somministrazione delle cure, lunghe code d’attesa per esami e visite sono situazioni che dovrebbero non si ripeteranno più.

«La mission primaria dei nostri pronto soccorso è la gestione di problemi sanitari critici a cui deve essere garantita una risposta ed un intervento tempestivo - dichiara il direttore generale dell’Asst Rhodense, Ida Ramponi - contemporaneamente vengono valutati i pazienti con patologie minori che possono essere indirizzati al domicilio o in una struttura territoriale, dopo accurata impostazione del percorso diagnostico-terapeutico, in funzione delle singole esigenze in un’ottica di sempre maggiore personalizzazione delle cure».

A questo si aggiunge una campagna di sensibilizzazione per migliorare l’appropriatezza di accesso dei pazienti al pronto soccorso, quando invece, potrebbero rivolgersi al medico di base o altri servizi extra ospedalieri. Tre le azioni previste nel Piano: l’aumento di personale medico ed infermieristico con lo spostamenti di personale dai reparti dell’ospedale al pronto soccorso; massima priorità ai pazienti delle unità riabilitative e di cure subacute.

A tal proposito il numero di posti letto per subacuti dell’Asst Rhodense da agosto 2018 è aumentato di 24 unità grazie all’apertura di un nuovo reparto nel Presidio Ospedaliero Territoriale di Bollate. E infine riduzione dei ricoveri chirurgici nel caso di “tutto esaurito” dei posti letto. «In caso di situazione molto critica, come ultimo step, è prevista l’applicazione di un protocollo specificatamente predisposto, che permette di fare fronte alla situazione con soluzioni organizzative logistiche e di risorse umane, straordinarie», conclude la dirigente Ramponi.

Nel pronto soccorso di Rho a causa di un super afflusso notevole di pazienti, per esempio, mercoledì scorso 23 gennaio è stato necessario attivare tutti gli interventi previsti nel Piano di Gestione del Sovraffollamento. «La riorganizzazione che sta attuando la direzione - fanno sapere dell’Asst Rhodense - grazie all’impegno continuo del personale, consente di potenziare l’attività di soccorso e assistenza ai pazienti in condizioni cliniche di urgenza anche in questo momento particolarmente delicato dell’anno».