Il post sui social ha scatenato la bufera
Il post sui social ha scatenato la bufera

Sesto San Giovanni (Milano), 28 dicembre 2018 - A messa con il cane guida, ma al momento della Comunione qualcosa va storto: mentre il ragazzo non vedente è in coda per ricevere l’Eucarestia aiutato da una signora, il cane stretto dalla folla si agita e inizia ad abbaiare. "Pepe, stretto tra le persone in coda e quelle di ritorno nell’affollato corridoio, si agita un po’ e abbaia, strettamente trattenuto vicino alle mie gambe dalla mano in presa sul suo collare. Di ritorno la signora, cui chiedo di riaccompagnarmi verso l’uscita, mi dice che il prevosto le ha espresso il desiderio di parlarmi". È successo domenica alla basilica di Santo Stefano, dove al termine della funzione si è tenuto uno scambio di battute tra il fedele, Francesco, e il prevosto, don Roberto Davanzo, che aveva celebrato la messa. Un colloquio che non è piaciuto al ragazzo, che ha manifestato il suo dispiacere con un post sui social, che ha ricevuto centinaia di commenti di solidarietà.

"Attendo in chiesa per oltre dieci minuti dopo la fine della funzione, convinto di una buona parola", continua Francesco. Secondo il ragazzo, il parroco gli avrebbe chiesto di "lasciare il cane fuori per tutelare le persone che vengono a messa". Uno scambio di parole che ha lasciato l’amaro in bocca al fedele, che si è sentito rifiutato. "Chiese ce ne sono altre e troverò accoglienza altrove, ho risposto. E, allungando la mano per salutare, questa è rimasta nel vuoto". Eppure don Roberto, anni da direttore della Caritas, da sempre ha aperto le porte della chiesa a chiunque, cani compresi. "Ho sempre concesso alle persone di essere accompagnate dai cani di piccola o media taglia. Ovviamente il cane di un non vedente ha dimensioni diverse, ma nessuno gli ha chiesto di lasciarlo fuori in piazza". Una comunicazione non andata a buon fine quella tra Francesco e don Roberto.

"Ho provato a fornire due alternative: gli avremmo portato noi l’Eucaristia, così da non fargli attraversare la navata, oppure il cane sarebbe potuto rimanere in disparte, ma non fuori, insieme ai nostri addetti. La risposta è stata negativa. Sono rammaricato di quanto accaduto. La mano non data subito? Non volevo liquidarlo, ma parlargli, per questo il saluto è stato rimandato". "Anche durante il nostro colloquio, il cane ha continuato ad abbaiare. Il timore, durante la Comunione, era che la situazione potesse complicarsi per la presenza di altri animali, bambini e anziani. Tra la folla, i cori, è normale che un cane sia in condizione di stress e possa agitarsi. Volevamo solo evitare situazioni di disagio per tutti".