Sara Rubino
Sara Rubino

Lainate (Milano), 25 gennaio 2019 - E' Sara Rubino, 40 anni, per 15 anni dirigente sindacale della Cgil, la candidata sindaco dei Democratici alle prossime elezioni amministrative di Lainate. «Ho accettato di candidarmi per passione, la stessa che metto in campo in tutto ciò che scelgo di fare», dice Rubino.

Laureata in Scienze della Formazione, inizia a lavorare facendo la consulente. Per anni progetta e realizza percorsi di formazione per delegati e dirigenti sindacali, collabora a progetti nazionali ed europei. Negli ultimi tempi di sindacato si avvicina di più alle aziende e ai problemi dei lavoratori, le affidano il settore delle Telecomunicazioni a Milano, dove segue vertenze sia di grandi aziende sia di piccoli call center. Tre anni fa la svolta: lascia il sindacato ma non la politica, e diventa segretaria del Pd lainatese. Cambia anche la sua vita lavorativa: oggi è socia della storica Torrefazione di Lainate che Davide, il suo compagno, ha aperto 26 anni fa. Appassionata di viaggi, innamorata dell’Africa, è stata più volte in Kenya e in Tanzania nelle missione delle Suore di Ivrea, la stessa congregazione a cui appartengono le Suore di Lainate.

La sua candidatura è sostenuta dal Pd e da una lista civica nascente. «Una lista nella quale ho puntato molto perché credo che sul territorio ci siano persone con competenze che devono essere assolutamente coinvolte – spiega Rubino – «Ritengo che Lainate sia un bel paese dove vivere e lavorare ma si può migliorare. Penso a un paese in cui l’amministrazione si possa confrontare in modo fattivo su temi come la sicurezza, il civismo, la viabilità e il trasporto pubblico, l’imprenditorialità e le opportunità di studio e lavoro, la difesa degli anziani e dei soggetti deboli».

Ieri sera era all’incontro pubblico di presentazione dell’avvio dei lavori per la quinta corsia dell’A8. «Come Partito democratico ci siamo sempre chiesti se la scelta di ampliare un tratto di autostrada già congestionato fosse giusta, non risolvendo comunque il problema dell’imbuto che si crea alla barriera – commenta Rubino – Le altre opere di mitigazione? Solo atti dovuti verso un territorio spaccato in due da un’infrastruttura viabilistica che genera importanti emissioni per il territorio».