A Pregnana scoperto pochi giorni fa un centro di stoccaggio abusivo
A Pregnana scoperto pochi giorni fa un centro di stoccaggio abusivo

Bollate (Milano), 8 novembre 2018 - Incendi ripetuti nelle stesse aziende fra Novate, Senago, Arese e Baranzate, stoccaggi abusivi a Cornaredo e Pregnana. Depositi fantasma e roghi, una catena di eventi nei Comuni a nord ovest di Milano negli ultimi anni. In ordine di tempo gli ultimi incendi che hanno interessato la Procura sono avvenuti il 15 ottobre scorso in Bovisasca e a Novate Milanese. Il primo, in via Chiasserini a Milan. dove ad andare a fuoco è stata una struttura da 2.500 metri quadrati con 16mila metri cubi di ecoballe riempite di carta, plastica, gommapiuma, legno e altri materiali. La stessa notte, il secondo episodio: a fuoco un deposito di materiale di riciclo della ditta Rieco srl di Novate Milanese. In questo caso, le fiamme hanno divorato un capannone di 1.500 metri quadrati dov’erano stoccate 300 tonnellate di rifiuti e altre 3mila di carta e cartone.

La Ri.Eco era già stata coinvolta da un mega incendio due anni fa. Nell’area si vive a finestre chiuse per giorni, la puzza invade il territorio per una settimana. Mentre nell’estate dell’anno prima si contano altri atti incendiari: a Senago il 7 di luglio fiamme nei capannoni della Galli srl al confine con Bollate, il 27 luglio ad Arese nell’area dell’ex Alfa va a fuoco ancora una volta La Rottami Metalli Italia (ex Rotamfer). E ancora. Il 26 ottobre scorso mille metri cubi stoccati senza alcuna autorizzazione vengono individuati a Pregnana Milanese. Una vera e propria discarica abusiva di plastica. Un capannone industriale utilizzato per accatastare tonnellate di rifiuti senza regole, mentre 10 giorni prima il 16 ottobre a Cornaredo lamentele degli abitanti e blitz del Nucleo operativo ecologico dei Carabinieri fanno finire sotto sequestro un capannone con 1.200 metri cubi di rifiuti speciali. A Baranzate quasi ogni anno si registra un incendio all’interno dell’ex cava Ronchi utilizzata negli anni Settanta per l’escavazione di sabbia e ghiaia, abbandonata da anni è usata per accumulare rifiuti abusivi, lo spazio non manca: un’area di 50mila metri quadrati fuori controllo.