Il Santa Corona, ex gioiello liberty
Il Santa Corona, ex gioiello liberty

Garbagnate Milanese (Milano), 19 marzo 2018 - Il vecchio ospedale Santa Corona, ex gioiellino Liberty del ‘23 nel cuore del parco delle Groane e tutelato dalla Soprintendenza, è vuoto, in abbandono dal 2005. In lento disfacimento anche la scuola a fianco, dimenticata dal 2003.

La proprietà è del Comune di Milano, tramontata l’idea di farne un centro profughi, ancora non ci sono progetti, ma qualcosa si muove. Dopo le firme raccolte dai comitati cittadini, gli appelli del territorio per non lasciare che l’ex sanatorio cada in totale rovina, terra di vandali e senzatetto, la consigliera comunale uscente Elisabetta Strada (eletta in Regione), prima di lasciare Palazzo Marino ha portato in aula un ordine del giorno per impegnare il sindaco Sala e la sua Giunta a salvare il Santa Corona.

Una ricaduta dell’ultima campagna elettorale, al garbagnatese Giancarlo Cattaneo (candidato non eletto per la lista Gori) – convinto che «per l’ex ospedale Salvini, per tanti il Sanatorio, si deve trovare una nuova destinazione, che salvaguardi l’esigenza di conservare la memoria di chi lì ha lavorato con funzioni nuove e condivise dai cittadini» – il merito di aver fatto incontrare la consigliera e il comitato intercomunale coordinato da Giancarlo Robbiati che per l’ex Salvini ha raccolto più di 3.000 firme.

«Nonostante i miei sette anni di Consiglio comunale a Milano non conoscevo l’esistenza di questo luogo storico – dichiara Strada – Un tema ben presente, invece, alla vicesindaca Anna Scavuzzo e agli assessori Majorino alle Politiche Sociali e Tasca al Demanio. In Consiglio l’argomento però non è mai arrivato. Era tempo di fare qualcosa, abbiamo presentato la richiesta nel momento più favorevole, sono infatti in corso da parte del Demanio attività finalizzate alla valorizzazione degli immobili comunali, in particolare quelli dismessi, e in questo ambito si è fatto rientrare il Santa Corona».

L’ordine del giorno è passato con 26 voti a favore su 34. «La volontà politica di promuovere azioni di valorizzazione per il vecchio ospedale è chiara, ora bisognerà vedere che cosa succederà da qui in avanti: un piano di recupero andrà ragionato tenendo in considerazione il territorio, i Comuni, l’Ats e i Comitati. L’obiettivo per tutti è di non lasciarlo morire».