Un topo: la preoccupazione è per chi lavora a contatto con la natura
Un topo: la preoccupazione è per chi lavora a contatto con la natura

In Slovenia, appena al di là del confine con l'Italia, sta crescendo l'allarme per il diffondersi della cosiddetta febbre da topo, della famiglia degli Hantavirus, che quest'anno ha provocato 240 ricoveri e un decesso. A chiedere di tenere alta l'attenzione è l'Istituto nazionale per la salute pubblica (NIJZ), che mette in guardia dalla crescita significativa delle infezioni e delle segnalazioni registrate finora, 562 rispetto alle 14 del 2020.

Già ad aprile le autorità sanitarie avevano invitato alla cautela durante il lavoro e la vita a contatto con la natura, poiché la malattia si trasmette da roditore a uomo per inalazione di virus contenuti nelle secrezioni (saliva, feci, urina) dei roditori, ma non da uomo a uomo. La maggior parte dei casi - 253 su 562 segnalazioni nel 2021 - si è registrata nel Goriziano, e il Comune con il maggior numero di casi di febbre da topo è Nova Gorica. Il fenomeno, tra Slovenia e Croazia, si era già verificato in altre occasioni, in particolare nel 2002 e nel 2012, sostanzialmente quindi si ripropone ogni decina d'anni, probabilmente legato alla periodica intensità nella riproduzione dei topi.  

Le infezioni da Hantavirus, che hanno un periodo di incubazione normalmente variabile tra le 2 settimane e il mese, producono generalmente febbre, cefalea, dolori addominali e lombari, fotofobia, Nell'arco di 5 giorni  può comparire una sindrome renale con proteinuria, ipotensione, emorragie o infezioni polmonari. Solo in rari casi la malattia può portare fino al coma con una letalità che varia dallo 0,5% dei casi al 15%. L'uomo può venire in contatto con il virus raramente e soprattutto attraverso verdura e frutta non accuratamente lavate se non cotte.