Milan, Piatek (foto Newpress)
Milan, Piatek (foto Newpress)

Milano, 17 marzo 2019 - Vincere, per mandare al tappeto una diretta concorrente nella corsa Champions ma soprattutto lanciare un messaggio al campionato: il Milan è tornato. La paura di sbagliare non deve esserci e il primo a capire come dovrà giocare stasera il Milan è proprio lui, Gennaro Gattuso: «Se c’è voglia di mandare ko l’Inter? Secondo te voglia ne abbiamo?» ha sentenziato il tecnico. «Ma giocare nervosi non serve, servono testa e tranquillità. E tanto rispetto per l’Inter perché ci metteranno in difficoltà». Con la consapevolezza che sottovalutare i nerazzurri, pensandoli formazione in crisi e all’ultima spiaggia, potrebbe essere l’errore più grosso: «In queste partite le favorite non esistono - taglia corto Gattuso - il derby è sempre a parte, bisogna arrivarci con la testa libera». Si giocherà in un San Siro tutto esaurito, con il più alto incasso nella storia del Diavolo (superiore ai 5,7 milioni, invenduti a ieri solo 1000 biglietti del settore ospiti), record assoluto anche per la Serie A.

È tornata la Milano del calcio di spessore, quella che faceva sognare tifosi di entrambe le squadre. Sarà la partita più importante del Milan degli ultimi 6 anni: «Ci giochiamo tanto - stempera gli animi Gattuso - Io sono più preoccupato a livello mentale a cosa potrebbe lasciare se le cose andranno male. Se è la più importante non lo so, possiamo fargli male così come possiamo subirne». In campo andrà la formazione titolare, con Piatek ancora una volta al centro dell’attacco («La differenza deve farla il collettivo, non solo lui»), Bakayoko in mediana al posto di Biglia e Suso e Calhanoglu sugli esterni. Di certo in pochi avrebbero scommesso sul vedere il Milan davanti al derby, soprattutto alla luce di quel -8 di soli tre mesi fa: «Nemmeno io - ha ammesso Gattuso - e non dobbiamo nemmeno dimenticarci le sette partite del campionato nelle quali giocavamo in maniera completamente diversa». Suso e Paquetà saranno regolarmente in campo, mentre mancherà Icardi dall’altra parte: «Anche il giocatore più forte al mondo deve avere rispetto di ogni componente del suo spogliatoio - ringhia ancora Gattuso - le squadre di calcio si costruiscono anche nello spogliatoio ed il rispetto deve essere fondamentale, non solo del ragazzo in questione ma anche di chiunque giri intorno all’interessato».