Roma, 14 gennaio 2022 - Ci sono alcune novità comunicate dall'Inps su "Opzione donna", che da la possibilità alle lavoratrici, sia del pubblico che del privato, di uscire anticipatamente dal mondo del lavoro.

Il governo, nell'ultima Manovra, ha deciso di prorogare Opzione donna anche per tutto il 2022

Le età

La Nuova proroga per l'opzione donna prevede l'uscita anticipata con il calcolo contributivo per le lavoratrici dipendenti con almeno 58 anni di età (59 le autonome) e 35 di contributi, alla quale potranno partecipare le donne del 1963 (del 1962 le autonome).

I requisiti per Opzione donna

Tempi e requisiti

È quanto emerge da un messaggio Inps. Bisognerà avere raggiunto i requisiti entro la fine del 2021. La legge di bilancio per il 2022, infatti, ha previsto la possibilità di «accedere al trattamento pensionistico anticipato c.d. opzione donna alle lavoratrici che abbiano perfezionato i prescritti requisiti entro il 31 dicembre 2021. In particolare, si legge, possono conseguire il trattamento pensionistico in esame, secondo le regole di calcolo del sistema contributivo previste dal decreto legislativo 30 aprile 1997, n. 180, le lavoratrici che, entro il 31 dicembre 2021, abbiano maturato un'anzianità contributiva minima di 35 anni e un'età anagrafica minima di 58 anni se lavoratrici dipendenti e di 59 anni se lavoratrici autonome».

Decorrenza

Il diritto alla decorrenza della pensione si consegue trascorsi: dodici mesi dalla data di maturazione dei previsti requisiti, nel caso in cui il trattamento pensionistico sia liquidato a carico delle forme di previdenza dei lavoratori dipendenti e diciotto mesi dalla data di maturazione dei previsti requisiti, nel caso in cui il trattamento sia liquidato a carico delle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi.

Comparto Scuola

Per le lavoratrici del comparto scuola e degli Istituti di Alta Formazione Artistica e Musicale (AFAM) trovano applicazione al ricorrere dei requisitisi può conseguire il trattamento pensionistico rispettivamente a decorrere dal 1° settembre 2022 e dal 1° novembre 2022.

Il trattamento pensionistico in esame, relativamente alle lavoratrici che hanno perfezionano i prescritti requisiti entro il 31 dicembre 2021, può essere conseguito anche successivamente alla prima decorrenza utile. Tenuto conto della data del 1° gennaio 2022, di entrata in vigore della legge di bilancio per il 2022 , la decorrenza del trattamento pensionistico non può essere comunque anteriore al 1° febbraio 2022, per le lavoratrici dipendenti e autonome la cui pensione è liquidata a carico dell'assicurazione generale obbligatoria e delle forme sostitutive della medesima, e al 2 gennaio 2022, per le lavoratrici dipendenti la cui pensione è liquidata a carico delle forme esclusive della predetta assicurazione generale obbligatoria.

Il calcolo: quanto si perde

Ma andare in pensione prima (e non poco visto che l'età pensionabile di anzianità è fissata attualmente a 67 anni) comporta però un sacrificio economico. Qualcosa insomma bisogna "lasciare sul campo". Ma quanto? Chi decide di andare in pensione prima sfruttando Opzione donna deve contare di perdere fra il 25 e il 20% dell'assegno pensionistico che maturerebbe se andasse in pensione "regolarmente".

E' proprio per questo che nel 2019 e nel 2020 in poche hanno deciso di scegliere questa opportunitàcirca 33 mila donne in totale (intoro alle 21mila nel 2019 e più o meno 13mila l'anno successivo).

L'Ape "rosa"

Ma le donne hanno un'altra opportunità per uscire prima dal mondo del lavoro: l'Ape rosa. Una possibilità di ridurre ulteriormente l'Assegno di pensione anticipata (Ape) che è già previsto per alcune categorie di lavori gravosi (un elenco che è stato da poco ampliato dal governo Draghi). Con la legge di Bilancio 2022 il governo ha deciso la proroga di un anno dell’anticipo pensionistico. Si tratta di un assegno che viene corrisposto a determinate categorie fino a quando non raggiungono i requisiti per ottenere la pensione di vecchiaia o per la pensione anticipata. Una possibilità che riguarda dipendenti pubblici e privati, autonomi e lavoratori iscritti alla gestione separata (escluse le casse previdenziali private) in stato di difficoltà. Sono interessati a questa formula i lavoratori disoccupati senza Naspi; lavoratori che assistono il coniuge, un genitore o un figlio con handicap grave; invalidi civili; e lavoratori impiegati in settori considerati gravosi o usuranti. Occorrono dei requisiti per l' Ape Sociale: 63 anni di età  anagrafica e 30 anni di anzianità contributiva. In questo meccanismo le donne hanno un ulteriore riduzione dei tempi. Possono ottenere uno sconto di sei mesi sull’anzianità contributiva per ogni figlio (per un massimo di quattro figli). L'importo della rata mensile dell'Ape è calcolata al momento dell’accesso alla prestazione se la pensione è inferiore a 1.500 euro oppure pari a 1.500 euro se il calcolo della pensione risulta pari o superiore a 1.500 euro.