Le confezioni del vaccino americano
Le confezioni del vaccino americano

E' monodose e dunque non necessita di un richiamo; può essere conservato in frigo senza congelamento, caratteristica che lo rende idoneo ad una somministrazione in farmacia; come AstraZeneca è a vettore virale; va bene dai 18 anni in su. Sono le caratteristiche del vaccino Johnson&Johnson, le prime 184mila dosi arriveranno in Italia già questa settimana. Il costo della singola dose è di circa 7 euro. Si tratta del quarto vaccino disponibile nel nostro paese dopo Pfizer, Moderna e AstraZeneca. E' stato approvato dall'Agenzia europea del farmaco (Ema) l'11 marzo scorso e dall'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) il giorno dopo. La Commissione tecnico-scientifica dell'Aifa ha confermato la valutazione dell'Ema sull'efficacia del vaccino: nelle forme gravi arriva fino al 77% dopo 14 giorni dalla somministrazione e all'85% dopo 28 giorni. I dati «hanno mostrato che nei soggetti 'over 65' non si è notata alcuna flessione nella efficacia».

Nei giorni scorsi l'Ema, dopo quattro eventi tromboembolici in quanti hanno ricevuto il vaccino anti-Covid in Usa, ha avviato una revisione per valutare le segnalazioni. Secondo le autorità americane, nessun legame provato è stato rinvenuto fra il vaccino e le trombosi. Il vaccino J&J utilizza una tecnologia diversa da quella dei prodotti Pfizer e Moderna che sfruttano una molecola di Rna messaggero che si introduce nelle cellule del nostro corpo e le spinge a produrre l'antigene di Sars-Cov-2 che addestra il sistema immunitario a cercare e neutralizzare il virus. Nel caso del vaccino di Johnson&Johnson, invece, viene utilizzato un adenovirus come vettore per introdurre nelle cellule le informazioni necessarie a produrre l'antigene. Undicimila farmacie hanno dato disponibilità a somministrarlo.

COME FUNZIONA

Il vaccino si basa su vettori che derivano da adenovirus, ovvero un virus simile a quello del raffreddore delle scimmie, di sierotipo 26. In sostanza questo adenovirus, che è inattivato, porta nell'organismo della persona che lo riceve informazioni genetiche che attivano la risposta del corpo in difesa contro le spike, cioè le "punte" che il coronavirus usa per attaccare le cellule. Gli studi clinici hanno evidenziato nella fase 1-2 un'efficacia del 90% al 29esimo giorno e del 100% al 57esimo giorno nei soggetti di età compresa tra i 18 e i 55 anni che hanno parecipato all'indagine, mentre nella fase 3 è stata evidenziata protezione già dal 14esimo giorno.

​I VANTAGGI

Il pregio che sta facendo maggiore presa sull'opinione pubblica italiana è senza dubbio il fatto che sia monodose, ovvero non richieda due somministrazioni per essere efficace. Mentre quelli di Pfizer, Astrazeneca e Moderna hanno la necessità di una prima somministrazione e poi del "richiamo", ovvero di una nuova dose nel giro di alcune settimane, per avere efficacia, quello di Johnson&Johnson ha effetto dopo una sola inoculazione. Questo aspetto rappresenta un doppio vantaggio: chi lo riceve non deve attendere settimane per essere immunizzato ed è necessaria la metà delle dosi rispetto agli altri vaccini. Altro punto a favore di Johnson&Johnson: la conservazione. Questo vaccino può essere tenuto in frigorifero per circa tre mesi a una temperatura tra i 2 e gli 8 gradi, ovvero quella di un qualsiasi frigorifero casalingo. 

COSA CAMBIERÀ

Senza dubbio il fatto che sia monodose potrebbe velocizzare la campagna vaccinale non poco e, soprattutto, la sua conservazione anche in frigoriferi normali potrebbe aprire la strada a somministrazioni anche in ambulatori medici o in luoghi differenti. Negli Stati Uniti, ad esempio, le vaccinazioni vengono effettuate in alcune città persino in luoghi del tutto estranei al settore medico come le cartolibrerie.