Stromboli in una foto Afp
Stromboli in una foto Afp

Messina - Con i 626 casi di ieri la Sicilia era la regione con il numero più alti di contagi dopo il Lazio. E' anche la regione dove fino a ieri c'erano tutte le prime mini zone rosse di quest'estate. Per questo sorprende fino a un certo punto quanto sta succedendo in queste ore alle isole Eolie, dove c'è paura e preoccipazione. A Stromboli sette milanesi in vacanza che avevano affittato una casa nei dintorni di Piscità, spiaggia dell'isola di Stromboli, sono risultati positivi al tampone. L'Usca locale ha immediatamente avviato le procedure per il contact tracing nei confronti delle persone venute a contatto con i turisti, che a quanto pare sono tante. E' stato anche chiuso in via precauzionale un locale che avevano frequentato perché tre impiegati sono risultati positivi, nonostante fossero vaccinati e portassero la mascherina. Uno dei milanesi si è sentito male e così sono scattate le verifiche per il resto della comitiva e la quarantena per tutti.

Risultano una decina di positivi anche a Salina: anche in questo caso immediata quarantena e tracciamento dei contatti. Nelle altre isole la situazione invece sembra sotto controllo, ma si teme per i prossimi giorni dato l'alto flusso di arrivi che promette una stagione iper affollata. 

Cosa sta succedendo a Stromboli

I positivi sono saliti a 14 ma sia all'Usca che alla guardia medica, isolani e vacanzieri chiedono di essere sottoposti al tampone, segno che il termometro della paura è risalito. Un ristorante è stato chiuso per precauzione. Quattro camerieri sono risultati positivi. "Tutto è iniziato sabato scorso - racconta un isolano poi risultato positivo e ora in quarantena - una turista è sbarcata sull'isola e dopo qualche giorno è stato accertato che era risultata affetta dal Covid. In quell'arco di tempo si sono verificati tutti i suoi contatti e fino ad ora sono stati accertati 14 casi e siamo tutti in quarantena. Ma nell'isola cresce la paura tra isolani e turisti e quasi tutti si stanno sottoponendo alle verifiche che sono state prontamente organizzate dall'Usca e alla guardia medica. E dalla fila di gente che c'è si comprende che c'è molta apprensione anche per quelle che potrebbero essere le conseguenze per la stagione turistica che era iniziati a gonfie vele". Su questa nuova situazione interviene anche l'ex presidente dei commercianti Luca Chiofalo: "Mi raccontano di feste partecipatissime e sfrenate in giro per l'isola - dice - comprensibile la voglia di divertirsi, solo spero siano rispettate almeno le precauzioni minime per evitare contagi di massa. Il rischio concreto è la chiusura delle attività e, se tornano a riempirsi gli ospedali, anche di interi territori. Diversi comuni turistici d'Italia cominciano a cautelarsi. Noi confidiamo nella responsabilità collettiva: voglio sperare non venga consentito che comportamenti dissennati penalizzino tutti". 

Musumeci: via le zone rosse 

Con una sua ordinanza, il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, ha disposto ieri la conclusione delle "zone rosse" in Sicilia. Erano state istituite nei Comuni di Caltabellotta, Cammarata, Favara, Gela, Mazzarino, Riesi e San Giovanni Gemini, sulla base del criterio dell'incidenza dei contagi. La revoca è stata adottata alla luce dell'entrata in vigore del decreto legge recante nuove misure di contenimento epidemiologico della pandemia. L'ordinanza, emanata sulla base delle relazioni dei dipartimenti di prevenzione delle Aziende sanitarie provinciali di Agrigento e Caltanissetta, ha efficacia dalla sua pubblicazione sul sito istituzionale, prevista per il primo pomeriggio di ieri.  "Abbiamo subito recepito i nuovi parametri che sono stati pubblicati la scorsa notte, dopo una impegnativa trattativa con il governo nazionale che ha accolto la proposta della nostra e delle altre Regioni - dice Musumeci -. Da oggi prevale, dunque, per il cambio di colore il criterio della ospedalità, ma ai cittadini dei sette Comuni interessati e, in generale, a tutti i siciliani mi sento, comunque, di rivolgere ancora un richiamo al senso di responsabilità: completiamo la campagna vaccinale e adottiamo tutte le precauzioni per scongiurare nella nostra Isola una ricaduta".

I tamponi all'arrivo

Negli aeroporti siciliani intanto prosegue l'attività di controllo dei passeggeri in arrivo da Malta, Francia, Grecia e Paesi Bassi o per chi vi ha soggiornato nei 14 giorni precedenti. Questo test si aggiunge ai tamponi già obbligatori per chi arriva nell'isola da Spagna e Portogallo e, come disposto a livello nazionale, dai paesi extra europei India, Brasile, Bangladesh e Sri Lanka.

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