Mentre a livello nazionale i contagi crescono insieme al tasso di positività a causa del dilagare della variante Delta, più contagiosa, a livello locale tornano le mini zone rosse, in un momento in cui tutto il Paese si trova in zona bianca. Si tratta di città o paesi dove i contagi settimanali hanno superato il limite dei 250 casi settimanali ogni 100mila abitanti (anche se il ministro Speranza ha annunciato che si sta valutando di cambiare parametro, prendendo i ricoveri e non più i contagi). E dove vengono attuati lockdown chirurigici a livello comunale per evitare il diffondersi del contagio. Al momento i Comuni con il massimo delle restrizioni sono cinque, di cui ben quattro nella sola Sicilia e uno in Calabria. 

Le mini zone rosse in Sicilia

L'ultima in ordine di tempo è Gela. Il Comune ha ricevuto poche ore fa la comunicazione dell'Asp di Caltanissetta a seguito dell'aumento dei casi degli ultimi giorni, mentre un'ordinanza appena firmata dal presidente della Regione Nello Musumeci ha stabilito che le massime restrizioni saranno in vigore da domenica 18 a venerdì 23 luglio. 

La città si aggiunge a Mazzarino (le misure che imponevano la zona rossa sarebbero dovute decadere il 14 luglio, ma con una nuova ordinanza, il governatore della Sicilia ha disposto una proroga fino al 21 luglio) e Riesi, sempre nel Nisseno, e Piazza Armerina in provincia di Enna, che rimangono in zona rossa fino a mercoledì 21 luglio.

In questi giorni, dopo i numerosi appelli a non assembrarsi anche in occasione delle partite della nazionale di calcio, il sindaco di Gela Lucio Greco ha monitorato costantemente la situazione. Oggi che l'azienda sanitaria fa sapere che si è arrivati a 190 nuovi casi settimanali, ben oltre il limite dei 179, e la preoccupazione è fortissima. "Il mio pensiero è rivolto, principalmente, alle attività commerciali che, dopo un inverno pesantissimo di chiusure e sacrifici, hanno fatto tanto per rialzarsi, confidando nella bella stagione - afferma Greco -. Purtroppo le regole sono chiare e i numeri sono incontrovertibili. Per l'Asp, affinché l'allarme rientri prima che sia troppo tardi, è necessaria la proclamazione della zona rossa, con tutte le misure restrittive che ne derivano".

"Nel garantire il massimo dei controlli - ha aggiunto il sindaco - sento la necessità, ancora una volta, di chiedere ai miei concittadini di fare un passo indietro e di ricominciare ad usare la mascherina ovunque, anche all'aperto, dove attualmente non è obbligatorio. Non è ancora, purtroppo, il momento del liberi tutti e degli abbracci. Questo è il momento di vaccinarsi, se ancora non lo si è fatto, e di adottare comportamenti improntati alla prudenza. Continuerò a seguire l'evolversi della vicenda e ad informarvi, ma, anche se è difficile, perché l'estate è sinonimo di libertà e divertimento, dimostriamoci comunità ed evitiamo tutte le occasioni in cui potrebbero crearsi assembramenti. Per fortuna - conclude - al momento i ricoverati sono pochi, e nessuno si trova in terapia intensiva, merito anche della campagna vaccinale. Corriamo tutti insieme ai ripari prima che sia troppo tardi e altri concittadini possano rimetterci la vita, il bene più prezioso"

La mini zona rossa in Calabria

Ancche in Calabria è stata istituita una zona rossa, nel Comune di Terranova da Sibari, nel cosentino. Lo ha disposto il presidente della Regione Calabria Nino Spirlì con una ordinanza in vigore alle 22 del 14 luglio fino a tutto il 21 luglio. A determinare la stretta è stato l'aumento dell'incidenza dei nuovi casi, 25 negli ultimi 7 giorni e, complessivamente, 48 casi negli ultimi 14 giorni su una popolazione di circa 4.700 abitanti.

L'Asp ha anche segnalato la "presenza nel territorio di tre importanti focolai, di numerosi soggetti già positivi al test antigenico rapido e i molteplici contatti stretti che hanno determinato l'applicazione di numerose misure di quarantena" proponendo "l'adozione delle misure restrittive di zona rossa". In Calabria, è scritto nell'ordinanza di Spirlì, "dopo 11 settimane in cui i valori di incidenza per 100.000 abitanti sono risultati progressivamente in diminuzione, nella settimana appena trascorsa si è registrata una risalita di circa 5 punti di tale indicatore ed un incremento del 57% dei nuovi casi confermati, rispetto al dato della settimana precedente". Inoltre, "la circolazione della variante Delta, stimata nel territorio regionale al 30%, ma in rapida progressione sull'intero territorio nazionale, impongono di mantenere alto il livello di attenzione".

Le regole della zona rossa

In zona rossa torna il divieto di uscire di casa se non per comprovati motivi di salute, lavoro, necessità. Torna il coprifuoco dalle 22 alle 5, torna la mascherina obbligatoria dovunque, anche all'aperto. Chiudono bar, ristorante (a parte l'asporto, che continua a funzionare) e tutti i negozi di prima necessità. 

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