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26 apr 2022

Epatite acuta nei bambini, ecco perché e come il Covid può aiutare a curarla

Inizialmente individuato come una delle possibili cause potrebbe essere invece, secondo gli esperti, un'utile arma per combattere questa nuova malattia

Dal primo gennaio a ieri hanno avuto il virus 27.829 bambini tra 5 e 11 anni, il 13%
Vaccinazione Covid per i bambini

Epatite pediatrica acuta di origine sconosciuta. Dopo i casi segnalati in Stati Uniti e Gran Bretagna sono 11 i casi segnalati (di cui 3 accertati e un trapianto su un bambino di 11 anni) in Italia.

In queste ultime ore gli esperti stanno cercando di capire cosa possa aver generato queste epatiti. Sono casi che sono risultati infatti negativi ai test per le epatiti di caso A, B, C, D, E e che potrebbero essere dunque legate a un virus. 

Si è ipotizzato un legame con il Covid, c'è chi ha tirato in ballo i vaccini anti-coronavirus (ipotesi ampiamente smentita). Alcuni virologi hanno anche ipotizzato che l'isolamento durante il Covid possa aver favorito la nascita di queste forme (una sorta di indebolimento delle difese immunitarie dei bimbi dovuta all'isolamento). Tesi però difficile da dimostrare.

I sintomi e le cure

Epatite e Covid?

"Per gli studi fatti e per la casistica che abbiamo visto nel nostro ospedale posso dire che il tropismo del Sars Cov 2 è l'apparato respiratorio e non il fegato. Nessun nostro malato di Covid è stato avviato al trapianto di fegato, ed eventuali compromissioni erano legati a precedenti sofferenze epatiche". Come è stata accolta questa nuova malattia dalla comunità scientifica? "Con grande attenzione, ma non siamo sorpresi. Molti pensano che le malattie infettive appartengano al passato ma noi infettivologi sappiamo bene che non e' cosi', il mondo dei virus e' in equilibrio precario. Noi cerchiamo di avere un approccio scientifico e non emotivo", spiega il direttore dell'Unita' Operativa Complessa malattie infettive-epatologia dell'ospedale Lazzaro Spallanzani di Roma, Gianpiero D'Offizi.

Il Covid, un aiuto contro questa epatite

Anzi, il Covid per la comunità scientifica potrebbe rappresentare (paradossalmente) un alleato. Non certo dal punto di vista clinico ma sicuramente dal punto di vista della sorveglianza e dell'individuazione, isolamento e tracciamento dei casi. "L'importante - sottolinea D'offizzi - è far scattare tutte le misure per capire la magnitudo del problema. Oggi siamo avvantaggiati, perchè il nostro sistema sorveglianza è maturato nel corso del Covid e abbiamo sviluppato una maggiore capacità nella gestione delle emergenze". 

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