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21 apr 2022

Green pass, mascherine e vaccino: le regole dall'1 maggio a fine anno. Cosa cambia

Si allentano le regole per la gestione del Coronavirus. Le decisioni definitive saranno prese la prossima settimana dal ministero della Salute

21 apr 2022

Milano, 21 aprile 2022 - Lo scorso 31 marzo è terminato lo stato di emergenza causato dalla pandemia, dal primo maggio si allentano ancora di più le regole per la gestione del Coronavirus, con le disposizioni attuali che in sostanza vedono cadere quasi tutti gli obblighi riguardanti il Green pass e le mascherine. Il decreto Covid del 24 marzo, infatti, mantiene in vigore solo fino al 30 aprile l’obbligo del Green pass base, rafforzato e di protezione delle vie aeree al chiuso e sui mezzi pubblici. L’andamento dell’epidemia - ieri si sono sfiorati i 100mila contagi in Italia -  ha però riacceso il dibattito sull’opportunità di imporre l’uso della mascherina nel luoghi chiusi anche oltre la fine del mese. E' dunque attesa una decisione del ministero della Salute, che molto probabilmente arriverà la prossima settimana.  Vediamo cosa prevedono le norme già in vigore.

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Green pass

ADDIO AL GREEN PASS - Dall'1 maggio addio al Green pass. Tra dieci giorni il certificato verde non cesserà di esistere, ma non sarà più richiesto. Dal primo maggio, quindi, la Certificazione verde non servirà più per frequentare palestre e piscine al chiuso, partecipare a feste e cerimonie, convegni e congressi, entrare in discoteche e sale da gioco, andare al cinema e a teatro. Ma anche nei bar e nei ristoranti al chiuso, negli hotel, nelle mostre e nelle fiere. Niente obbligo per i corsi universitari in presenza e per i concorsi. Dopo il trasporto locale, libero accesso anche su aerei, navi, treni e pullman a lunga percorrenza. Il pass non sarà più richiesto neanche sui luoghi di lavoro, pubblici o privati. 

GREEN PASS OBBLIGATORIO - Dall'1 maggio resterà l’obbligo di green pass rafforzato (quello che si ottiene con la vaccinazione o a seguito del contagio) per il mondo del lavoro sanitario (medici, infermieri, personale sanitario) e anche per quello delle Rsa. Lo stesso vale per i visitatori. Non ci sarà l’obbligo (com’è non è previsto anche attualmente) per i degenti e per chi si reca nelle strutture sanitarie per motivi di salute.

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Obbligo vaccinale

L’obbligo di vaccinazione resterà in vigore fino al 15 giugno per insegnanti e personale scolastico, forze dell’ordine e in generale tutti i cittadini dai 50 anni in su. Per queste categorie è stata prevista dal 25 marzo la possibilità il ritorno al lavoro con il Green pass base (basta il tampone) il cui obbligo cessa comunque il 30 aprile. Il vaccino continuerà a essere obbligatorio fino al 31 dicembre soltanto per i medici, il personale sanitario e delle Rsa. Sempre fino a fine anno, le visite da parte di familiari e visitatori alle persone ricoverate all’interno di ospedali e residenze socio assistenziali saranno consentite solo con il Super Green Pass.

Mascherina al chiuso

Il 30 aprile scade l’obbligo della mascherina chiuso, ma non è ancora stata presa una decisione ufficiale. Le ipotesi sono due: prolungare l'uso del dispositivo per un mese oppure passare dall’obbligo alla semplice raccomandazione. Il governo dovrebbe decidere nei prossimi giorni. "Valutiamo giorno per giorno, settimana per settimana - ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza - e tante di queste valutazioni vanno ancora misurate, ad esempio quella sulle mascherine al chiuso che in questo momento sono obbligatorie e secondo me sono e restano un presidio importante". Secondo il sottosegretario alla Salute Andrea Costa, "ci sono le condizioni per procedere col togliere le mascherine al chiuso" come misura obbligatoria. "Il decreto - ha detto Costa - così come è scritto e così come lo stiamo convertendo alla Camera di fatto toglie l'obbligo delle mascherine al chiuso per tutti. In questi giorni, prima della scadenza del 30 aprile, si tratta di fare alcune riflessioni e valutare se mantenerle in alcuni luoghi al chiuso, come ad esempio il trasporto pubblico, dove certamente ci può essere una concentrazione di persone e dove forse può essere prudente mantenerle". Dalla Fondazione Gimbe, il presidente Nino Cartabellotta parla di "decisione avventata". Emergono, però, delle eccezioni: la Ffp2 dovrebbe restare obbligatoria per tutti i trasporti sia locali, come bus e metro, che a lunga percorrenza come treni e traghetti. Si toglierà invece al ristorante, al bar, nei musei e in altri luoghi al chiuso anche se resterà la raccomandazione a indossarla in caso di assembramenti. Al lavoro potrebbe restare fino a giugno l’obbligo di mascherina chirurgica, mentre si apre il fronte della scuola dove cresce il pressing per toglierla.

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Smart working

Fino al 30 giugno, nel settore privato, è possibile l’uso della procedura semplificata di comunicazione del lavoro agile, ossia senza l’accordo individuale tra datore e lavoratore. Sono state prorogate fino al 30 giugno anche le misure in tema di sorveglianza sanitaria dei lavoratori maggiormente esposti al rischio di contagio.o molecolare.

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