Il bus dato alle fiamme e il dirottatore Ousseynou Sy (Ansa)
Il bus dato alle fiamme e il dirottatore Ousseynou Sy (Ansa)

Crema (Cremona), 18 settembre 2019 - Si apre oggi il processo a Ousseynou Sy, il 47enne autista delle Autoguidovie che il 20 marzo dirottò un pullman di studenti prelevati da una palestra di Crema con l’obiettivo - sventato dalle forze dell’ordine - di portarli a Linate e immolarsi su una delle piste dell’aeroporto milanese, in segno di protesta per i bambini che muoiono attraversando il Mediterraneo. Oggi nell’aula del tribunale di Milano ci sarà l’istruzione del procedimento che sarà celebrato con il rito immediato, come richiesto dai due pubblici ministeri Luca Poniz e Alberto Nobile. A presiedere il dibattimento sarà Ilio Mannucci Pacini, mentre il giudice a latere sarà Ilaria Simi de Burgis. Oggi ci sarà la presentazione delle parti civili. Tante le famiglie che hanno rinunciato a questa opportunità, visto che l’imputato non potrà certo soddisfare le richieste risarcitorie. Tuttavia, il comune di Crema ha scelto di costituirsi parte civile e ha incaricato l’avvocato Giuseppe de Carli di rappresentarlo in giudizio.

Tra le famiglie che si sono rivolte a un avvocato c’è anche quella di Adam, il ragazzo che insieme a Ramy ha ottenuto la cittadinanza italiana per meriti speciali: sul pullman riuscirono ad allertare i soccorsi. A rappresentarlo sarà l’avvocato Antonino Andronico. Ousseynou Sy, che si trova a San Vittore, è invece difeso dagli avvocati Richard Ostiante e Domenico Meddis. L’ex autista è in una situazione piscologica pesante in quanto passa la maggior parte della giornata da solo per ragioni di sicurezza. Agli avvocati ha riferito di essere pentito per il gesto fatto e per questo motivo è disposto ad accettare la condanna che i giudici riterranno opportuna. Peraltro i suoi legali hanno cercato fino all’ultimo minuto di fargli chiedere di essere giudicato con il rito abbreviato, che gli avrebbe consentito uno sconto di un terzo di pena, ma Sy non ne ha voluto sapere. Oggi in aula ci sarà anche l’ammissione dei testi. Ci sono richieste per ascoltare una settantina di testimoni, tra i quali tutte le persone che erano sul pullman. Inoltre, ci sarà la calendarizzazione del processo per dar modo al Pm Poniz, impegnato come presidente dell’Anm (associazione magistrati) di mettere in agenda anche i suoi impegni per il ruolo che rappresenta.