Milano, 30 giugno 2020 - La pandemia ha stravolto ogni previsione sull’andamento dell’economia del nostro Paese. Il 2020 sarà un anno difficile anche per l’Ict italiano: ci si aspetta un calo del 3,1% per un settore che si attesterà a 69,7 miliardi di euro.

Le previsioni per il 2021 vedono invece una crescita, sull’anno, del 4,7%. Sono le stime del Rapporto “Il Digitale in Italia 2020” di Anitec-Assinform (Associazione di Confindustria che raggruppa le principali aziende dell’Ict) in collaborazione con NetConsulting cube. «Sino a tre mesi fa contavamo di presentare un mercato digitale italiano in crescita del 2,1% per il 2019 e di un altro punto nel 2020, a conferma di un moderato progresso nella digitalizzazione di imprese, amministrazioni pubbliche e famiglie. Poi è arrivata l’emergenza sanitaria, con la prospettiva di un Pil 2020 in calo di un pesantissimo 8-9%», ha spiegato Marco Gay, presidente di Anitec-Assinform. Il calo maggiore, per il 2020, è atteso per la componente servizi di rete (-3,9%) che nel 2019 aveva perso il 4,8% e che di fatto recupererà un punto percentuale. Si attesteranno a -3,7% i servizi Ict; a -3,5% i dispositivi e sistemi; a -1,5% contenuti e pubblicità digitali e a -1,1% software e soluzioni Ict. Nel 2019, il mercato digitale italiano è cresciuto del 2,1%, a 71,9 miliardi di euro.

Negli altri comparti la progressione era risultata netta e diffusa: servizi Ict a +5,8%; software e soluzioni Ict a +7,8%; dispositivi e sistemi a +1,7%; contenuti digitali e digital advertising a +8,4%. «Dobbiamo cogliere l’occasione e ridisegnare il Paese su più elevati standard di efficienza, produttività, sostenibilità, trasformando la sperimentazione di massa sull’utilità delle tecnologie digitali avvenuta durante il lockdown in un progetto d’innovazione strutturale, pervasivo, inclusivo, per la società e l’economia», ha commentato Cesare Avenia, presidente di Confindustria Digitale.