Milano, 27marzo 2020 - 

DOMANDA:

Non voglio sembrare pessimista, ma non credo che si potrà tornare a una vita normale se non entro la fine dell’anno se si vorranno seguire tutti i tempi giusti di recupero senza ricadute. Mi pare che questa percezione sia bassa e che molti sognino improbabili vacanze... Carmine M., Milano

RISPOSTA:

Persino gli inglesi, quelli dell’immunità di gregge, hanno iniziato a prendere sul serio la cosa, tanto che uno studio realizzato dall’Imperial College è arrivato a sancire che se non fossero state prese misure di contenimento il virus entro l’anno sarebbe arrivato ad ammazzare 40 milioni di persone nel mondo. Ma non è che il dato, visto che le precauzioni sono state prese, almeno in Italia, abbia qualcosa di rassicurante, perché oggi resta ben altro all’ordine del giorno. Più che le disquisizioni economiche e le voci dei fautori di un piano Marshall bis l’attenzione è ancora tragicamente rivolta al bollettino delle ore 18 della Protezione civile. E il quadro che emerge continua a non essere rincuorante. La priorità per il momento resta quella di salvare la pelle. Quindi, almeno per quest’anno, inutile sognare viaggetti o vacanze, che ci sia oppure no un piano Marshall o un piano europeo. ivano.costa@ilgiorno.net