Sesto San Giovanni (Milano), 1 marzo 2017 - Ha parlato di lealtà sportiva, di giovani campioni cresciuti in oratorio, di gusto nel giocare, di errori arbitrali e di educazione. Francesco Toldo, ex portiere di Fiorentina, Inter e Nazionale, è stato ospite a Sesto San Giovanni della Polisportiva Rondinella. Lunedì sera ha incontrato i dirigenti, gli allenatori, i giocatori e i genitori della società nata in seno all'oratorio dei Salesiani.

“I campioni sono tali perché basano la loro carriera oltre che sul talento anche sulla lealtà - ha detto Toldo parlando soprattutto agli allenatori -. I mister devono saper educare i ragazzi alla tensione che mette la gara. Solo nel calcio io vedo proteste contro l’arbitro. Certo, in passato ho sbagliato anche io, ma oggi quando guardo quegli episodi mi ripeto di aver sbagliato, perché la gente poi ti ricorda per la grande parata o per l’errore che hai fatto”.

Ai genitori ha ricordato che "la prima educazione arriva dalla famiglia: mio figlio più piccolo simula perché lo vede fare ai calciatori in tv. E’ tutto sbagliato. Sta a noi genitori spiegare loro che può esserci un'altra via”. E ha anche parlato del suo ritiro dal professionismo, dopo la vittoria della Champions League con la maglia nerazzurra: “Fu una decisione presa la sera stessa. Personalmente ho visto il ritiro come una liberazione, è stato piacevole: sono tornato ad essere una persona normale”. Ovviamente non è mancato il tempo per le foto ricordo e gli autografi.