Sesto San Giovanni (Milano), 13 marzo 2017 - "Capiamo che le elezioni siano uno stress, ma ci creda, sindaco, lo è anche stare sulla strada tutti i giorni con gli imprevisti legati al nostro lavoro. E lo è ogni giorno per 42 anni, non solo qualche mese ogni 5 anni". È durissima la replica di Sulpm, Csa, Usb e Uil al comunicato di Monica Chittò, che ha bollato come «vergognoso. lo sciopero indetto per il 25 marzo, il Papa Day, dopo il fallimento del tentativo di conciliazione in Prefettura.

"Abbiamo ricevuto otto insulti in poche righe. Siamo stati accusati di rivendicazioni corporative solo perché siamo stufi di non ricevere risposte e non vedere applicati protocolli che sono stati sottoscritti dal Comune e che riguardano la sicurezza sul lavoro». Così, le sigle tirano dritto e confermano lo sciopero per l’intera giornata. «Il sindaco ci invita a rinsavire. Saremmo dei rimbambiti, dunque, perché cerchiamo una bozza di accordo? Evitiamo poi di dare patenti politico-elettorali, soprattutto a queste organizzazioni sindacali, per cercare di non affrontare i problemi". 

Servizi in coppia ordinari, straordinari e in centrale, istituzione di un nucleo motociclisti, riorganizzazione delle figure in comando: sono solo alcuni nodi, rimasti irrisolti secondo Sulpm, Csa, Usb e Uil, accusate dal sindaco di battaglia "strumentale", "vergognosa", di "mancanza di rispetto e sensibilità", di "scelta sciagurata" e di condividere la propaganda che sta portando avanti il candidato della destra. "Se il sindaco si sente in dovere di chiedere scusa alla città, evidentemente ne avrà motivo. Non lo faccia al posto nostro. Rivendichiamo solo diritti".

Dallo stato di agitazione e dallo sciopero hanno preso le distanze Cisl e Cgil. "Si tratta di un’iniziativa che esaspera lo scontro, rischiando di nuocere agli stessi lavoratori e alle loro richieste. Si sta andando verso toni dell’attacco politico e non di rivendicazione sindacale", ha commentato la Cgil.