Garbagnate Milanese, 6 ottobre 2017 - È stata infilata in un sacchetto e ricoperta di calce la testa di Marilena Re, la promoter 58enne di Castellanza uccisa e decapitata dal reo confesso Vito Clericò, 65enne di Garbagnate Milanese. Il particolare emerge dall'autopsia effettuata sui resti del capo della donna, rinvenuto circa due settimane fa in un campo di Garbagnate.

"Lo ha dichiarato lui di averlo infilato nella calce, confermo", le parole dell'avvocato Franco Rovetto che, insieme alla collega Daniela D'Emilio, difende Vito Clericò. Gli avvocati hanno depositato un'istanza per essere risentiti dal pm di Busto Arsizio Rosaria Stagnaro, titolare delle indagini, "ma ancora non abbiamo ricevuto alcuna convocazione", ha puntualizzato D'Emilio. "Il nostro assistito ha una nuovi fatti da comunicare e ha anche redatto un memoriale da consegnare agli inquirenti", ha aggiunto il legale. Per Clericò si tratterebbe del sesto interrogatorio; nei precedenti cinque l'uomo ha ogni volta cambiato la sua versione dei fatti.

Intanto è stato sentito dal pm, in qualità di persona informata sui fatti, il figlio di Vito Clericò. Il ragazzo, 30 anni, non avrebbe mai saputo dell'amicizia tra i suoi genitori e la promoter uccisa, così come non avrebbe avuto contezza dei recenti prestiti di denaro ottenuti da mamma e papà, da Marilena Re ma anche da altre persone, mentre sapeva dell'eredità lasciata ai Clericò da un'anziana che era stata ospitata a casa loro.