Milano, 18 settembre 2017 - I titoli li prende giustamente il decisivo Kalinic ma la prova di sostanza fornita alla causa da Franck Kessie è la nota più lieta della vittoria di misura del Milan. Il centrocampista ivoriano era stato molto negativo con il Cagliari (il suo errore porta al gol sardo) e con la Lazio (procura un rigore) ed era apparso in ripresa contro il mediocre Austria Vienna: con l’Udinese ha certificato questa crescita. Testosteronico ma sempre in controllo, il suo atletismo è stato determinante nel gestire il vantaggio nella ripresa quando Delneri ha schierato quattro giocatori offensivi e un giocatore molto potente come Fofana: all’inizio Kessie ha aiutato Biglia a prendere possesso della mediana, poi ha arginato le folate dell’Udinese, soprattutto nel finale quando la spia della riserva delle energie segnava rosso.

«Sono stati i tifosi ad aiutarmi, mi hanno dato la forza e il coraggio per correre fino al fischio finale.  È normale essere calati un po’ nel secondo tempo, giovedì abbiamo giocato un’altra gara e non siamo ancora al meglio della condizione. Non è un alibi, anche le altre squadre giocano ogni tre giorni e io sono già pronto per la Spal. Ma vincere era troppo importante: dovevamo rimanere agganciati alle prime a tutti i costi». Il pubblico, non solo secondo Kessie, che è davvero un uomo in più. Non solo per il gran numero di presenze (49.473 anche ieri) ma per la spinta che sa dare al Milan. «Avere l’aiuto della tifoseria è importante. Ma io ho appena iniziato con il Milan e devo ancora conquistarmi l’amore dei tifosi. Mi spiace solo aver sbagliato la seconda occasione ma avrei potuto fare meglio». Quello che impressione di Kessie è la voglia di giocare la palla a prescindere dalla situazione: contro il Cagliari è stato il suo peccato, contro l’Udinese il suo punto di forza. Non ha buttato via possessi, ha fatto respirare la difesa e permesso a Calabria di emergere, liberando spazi.

Una prova a tutto tondo che l’ivoriano - al pari di Montella - dedica all’amico Conti, con cui ha diviso il passaggio dall’Atalanta al Milan. «Siamo vicini a lui, gli auguriamo di tornare presto perché abbiamo bisogno di lui». Ma Kessie parla già da uomo spogliatoio, elogiando lo spirito di chi gioca, di chi subentra e di chi invece resta in panchina: «Questa è già una squadra perché chiunque scenda in campo mette tutto quello che ha in corpo. Il nuovo modulo? A me non cambia un granché. A tre in difesa ho giocato a Cesena due stagioni fa e con l’Atalanta la scorsa stagione». Non è un caso però che da quando Montella ha cambiato schieramento il rendimento di Kessie sia migliorato esponenzialmente. Come quello dei compagni: due vittorie su due, la Spal è avvertita.