Milano, 24 novembre 2017 - Una bella boccata d’ossigeno e una prima svolta (in positivo) della stagione, nel segno della coppia André Silva-Cutrone (una doppietta ciascuno, per il portoghese 8 gol in Europa, un record). L’aria delle sfide internazionali fa bene al Milan, che sotto gli occhi di Kakà si qualifica con un turno d’anticipo ai sedicesimi di Europa League, dopo aver travolto (5-1, stesso risultato dell’andata) anche a San Siro la fragile, giovane e rimaneggiata Austria Vienna. Senza gli indisponibili Romagnoli e Suso, i rossoneri hanno ritrovato il gol perduto dopo trecentosessanta minuti di astinenza casalinga grazie ai giovani bomber rossoneri (in coppa Montella mai rinuncia alle due punte). Tutto facile, sì, ma... con l’immancabile brivido iniziale.

Perché il Milan non aveva cominciato benissimo il match: approccio tutt’altro che battagliero, con ritmi bassi, poco pressing e idee annebbiate (nonostante un paio di chance concesse dagli ospiti a Cutrone e Biglia). Poi dopo lo schiaffo di Monschein (20’) complice un’uscita a vuoto di Donarumma e un goffo tentativo di recupero di Bonucci (per la serie, «non posso credere a quel che ho visto»), la squadra si è svegliata. Ha premuto sull’acceleratore per quel che bastava e, con la gentile collaborazione della difesa austriaca ha ribaltato il risultato nei venti minuti finali del primo tempo. Prima Rodriguez (26’, bel sinistro al volo su cross di Borini), poi Silva (31’) con un preciso destro dopo aver intercettato una conclusione sbagliata di Rodriguez e infine Cutrone di testa (41’) dopo altro bell’assist di Borini consentivano ai rossoneri di andare all’intervallo con la qualificazione in tasca. Ripresa con lo scatenato Borini sempre protagonista sulla fascia destra, con il Milan che continuava a dominare (in campo anche Antonelli e il brillante Locatelli) sviluppando gioco con grande facilità, da una fascia all’altra (poco convincente solo Calhanoglu).

Il 4-1 (24’) grazie ad un’altra zampata di Silva, implacabile in area di rigore. Lui e Cutrone alla fine sono stati fra i migliori in campo: lavora più per la squadra l’azzurrino (al 93’ il quinto gol, per la doppietta personale), vede sempre più la porta il lusitano («Bello essere nella storia del Milan, visto che otto gol in Europa League non li aveva segnati nessuno ma spero di giocare di più in A»). Anche perché gli impegni nei prossimi quaranta giorni sono tanti e la società pretende il massimo. «Il Milan non può più sbagliare fino al 6 gennaio – aveva detto il ds Massimiliano Mirabelli prima del match –, siamo dentro tutte le competizioni e dobbiamo fare dei passi avanti. Facendo non bene ma benissimo, perché ricordo sempre che siamo il Milan e dobbiamo comportarci da Milan»