Trezzo sull'Adda (Milano), 10 ottobre 2017 - Parco Adda Nord, il dato è tratto: la Regione delibera il commissariamento, presidente e consiglio di gestione pronti a fare le valigie. A gestire l’ente fluviale competente su 37 Comuni di 4 province sarà il funzionario Giovanni Bolis. Sul voto in giunta regionale, ieri mattina, le parole dell’assessore ai Parchi Claudia Terzi: "Un provvedimento doveroso, che ho dovuto prendere a seguito dei risultati della verifica ispettiva avviata grazie a una serie di segnalazioni che ho ricevuto, dalla quale sono emerse gravi irregolarità, trasmesse anche alle autorità competenti: Procura della Repubblica, Corte dei Conti, Autorità nazionale anticorruzione e Inps".

Il commissario eserciterà i compiti e le funzioni del presidente e del consiglio di gestione, recita una nota, "per porre in essere tutte le misure utili anche di natura organizzativa per la regolarizzazione e il miglioramento delle attività del Parco, tenendo conto delle indicazioni contenute nella relazione conclusiva della verifica ispettiva". La durata della nomina è di 12 mesi e l’indennità, si precisa, è pari a 1.500 euro lordi mensili, con oneri a carico del parco Adda Nord. La Regione aveva promesso e ora attua. "Non posso tollerare che accadano episodi simili. Abbiamo il dovere di vigilare e in questo caso non potevamo soprassedere. La situazione era compromessa e occorreva un cambio di rotta". Via dunque il presidente Benigno Calvi, che da un anno e mezzo sedeva in un Parco già presidiato dagli ispettori, ma che aveva tentato di riconquistare la rotta: il bilancio da poco approvato, il Ptc in via di stesura, qualche iniziativa di visibilità come l’appello per la riapertura del canale di Paderno.

Commissario al Parco e attesa per l’esito degli avvisi di garanzia, spiccati un mese fa all’indirizzo dell’ex direttore Giuseppe Minei e dei funzionari Alex Bani e Francesca Moroni: truffa e turbativa d’asta le accuse a diverso titolo. Ma per una parte dei sindaci della Comunità, gli eventuali errori dei singoli non avrebbero dovuto pregiudicare l’operatività politica dell’ente. Fra questi il sindaco di Cassano Roberto Maviglia: "Da parte della Regione un colpo di mano, un abuso di potere. Come sindaci, ci faremo sentire".