L’assessore alla Pubblica istruzione, Fabio Raimondo
L’assessore alla Pubblica istruzione, Fabio Raimondo

Corsico (Milano), 21 dicembre 2018 - Non paghi la mensa? Niente pandoro. Scuole di Corsico nella bufera per l’esclusione di alcuni bambini dalla tradizionale distribuzione del dolce natalizio. La fetta che l’amministrazione comunale ha offerto agli oltre 2.000 alunni che frequentano le scuole della città, in alcuni plessi è stata servita soltanto a chi usufruisce del servizio mensa. Gli altri, quelli che mangiano un panino o portano la schiscetta da casa, sono rimasti a bocca asciutta.

«È stato uno spiacevole disguido, il dolce doveva essere per tutti. Tant’è che domani (oggi, ndr) lo gusteranno tutti quanti, come previsto», ha chiarito l’assessore alla Pubblica istruzione, Fabio Raimondo. «Non è per la fetta di pandoro in sé ma per il disagio tra i bambini», la replica dei genitori, indignati per quella che reputano «l’ennesima ingiustizia nei confronti di alcuni alunni».

Infatti il problema che da anni divide la città, è la scelta effettuata tre anni fa dall’amministrazione comunale: per arginare il debito alla voce «refezione scolastica» (1 milione e 227mila euro di buco) ha deciso di non ammettere al servizio mensa i figli dei genitori morosi che non intendono regolarizzare la loro posizione. Sull’ultimo episodio, però, stanno facendo luce i tecnici comunali che hanno aperto un’inchiesta disciplinare. Il funzionario dell’ufficio scuola ha chiesto al direttore del centro produzione pasti «una relazione chiara, esaustiva e tempestiva al fine di individuare le responsabilità e attuare eventuali azioni disciplinari e sanzionatorie». Anche perché la comunicazione dell’amministrazione comunale in occasione delle feste di Natale e Pasqua è la stessa da anni: «Il dolce va dato a tutti, anche a quelli che non usufruiscono del servizio mensa».

In base alle prime ricostruzioni, all’origine del disguido - registrato soprattutto nella scuola elementare Curiel, il plesso al centro di uno dei quartieri più disagiati del corsichese -, ci sarebbe stato un errore tutto interno alla società che gestisce il servizio: il personale che compila le tabelle con i cibi e la quantità di piatti da somministrare non avrebbe specificato che il pandoro andava servito senza escludere nessuno. Così, al momento della distribuzione, le fette non erano abbastanza.