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25 mar 2022

Oscar 2022, chi vince: favoriti, outsider, record e dove vederli

Nella notte tra il 27 e il 28 marzo l'assegnazione degli Academy Awards, con uno show rivoluzionato. Tante le sfide aperte e in lizza tre italiani

simone stimolo
Spettacoli
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Il potere del cane; I segni del cuore; Belfast

La Notte degli Oscar 2022 si avvicina a grandi passi, domenica (ma in Italia sarà la notte tra domenica 27 marzo e lunedì 28) verranno svelati i vincitori degli Academy Awards per quella che si annuncia come un'edizione di svolta del premio. Innanzitutto, dopo la serata a mezzo servizio dello scorso anno, causa pandemia Covid, stavolta gli Oscar saranno in presenza, eppure rivoluzionati. Per sfidare il drastico calo di audience degli ultimi anni, sono state apportate delle novità, alcune richieste da tempo, altre risultate indigeste. Intanto si assegnerà la statuetta del film più popolare, con una raccolta voti online che dovrebbe servire a sconfiggere l'indifferenza del pubblico più giovane per una manifestazione un po' paludata e che negli ultimi anni ha premiato titoli poco (o pochissimo) visti in sala. Poi, per snelire l'evento, l'Academy ha deciso di assegnare fuori dal gala ufficiale una serie di oscar tecnici (come trucco o suono ma anche quelli alla carriera): una scelta quest'ultima che ha portato tantissimo malumore nel popolo di Hollywood nonostante la rassicurazione che le statuette si vedranno nel corso della cerimonia (con gli interventi dovutamente montati).

L'altra incognita, visto il periodo, è lo spazio che la guerra in Ucraina prenderà nella cerimonia. Amy Schumer, attrice e autrice comica che fa parte del trio di conduttrici (con le Wanda Skyes e Regina Hall), ha fatto sapere nei giorni scorsi che avrebbe voluto un videocollegamento col presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Se pure non ci sarà Zelensky, però è difficile (e sarebbe bizzaro) che la guerra resti fuori dal Dolby Theatre di Los Angeles. Ma intanto, ci sono i film e le sfide di una notte tra le più incerte degli ultimi anni. Per l'Italia l'interesse è multiplo: in gara ci sono "E' stata la mano di Dio" di Sorrentino tra i titoli internazionali, il regista italiano Enrico Casarosa per "Luca" della Pixar tra i film d'animazione e Massimo Cantini Parrini per i costumi di "Cyrano". Nessuno parte da favorito, ma mai dire mai.

Tutte le nomination Ecco le sfide principali

Miglior film

In lizza ci sono ben dieci titoli - si va dal "West Side Story" riletto da Spielberg al fenomeno social "Don't Look Up" - ma la sfida sembra concentrarsi su due/tre titoli al massimo. A partire leggermente favorito è "I segni del cuore" della regista Sian Heder. Remake del francese "La famiglia Bélier" e storia di una ragazza unica udente in una famiglia di sordomuti e con la passione per il canto, si è fatto strada nelle ultime settimane con due premi significativi: quello dei produttori e quello per il cast ai Sag Awards (le statutte del sindacato attori). Pur partito in sordina potrebbe battere quello che fin a ieri (12 nominations in totale) pareva il più forte, "Il potere del cane" di Jane Campion (Leone d'argento a Venezia per la regia). Un film più convenzionale da una parte e una rilettura western d'autore dall'altra ma sorpattutto la sfida dei canali streaming. Il primo è targato Apple+, il secondo Netflix: in ogni caso sarebbe il primo film in streaming a vincere l'Oscar più importante. A scompigliare le carte potrebbe inserirsi "Belfast" di Kenneth Branagh, autobiografico ritrono all'Irlanda del Nord dei "troubles". Partito fortissimo nelle previsioni dei mesi scorsi, ha però perso colpi. E poi c'è il giapponese "Drive My Car", acclamatissimo e primo nei premi dati dai circoli della critica cinematografica. Sarà un nuovo "Parasite"?

Miglior regia

Anche qui si farà un po' di storia. Di sicuro Jane Campion è già la prima donna a essere candidata due volte come miglior regista (la prima nel '93 con il capolavoro "Lezioni di piano"). E se vincesse sarebbe la prima volta che per due anni di seguito una donna - l'anno scorso toccò a Chloé Zhao per "Nomadland" - riesce a imporsi. Ovvio, c'è stata solo un'altra donna a infrangere il "tetto di cristallo": Kathryn Bigelow con "The Hurt Locker". Ma il vento spira dalle parti della regista neozelandese, trionfatrice anche ai Dga Awards assegnati dal sindacato registi, quasi un pre verdetto. Occhio però al "vet" Steven Spielberg e al Denis Villeneuve di "Dune" che farà incetta dei premi "tecnici".

Miglior attore 

"King Richard" con Will Smith
"King Richard" con Will Smith

Qua i giochi sembrano fatti da tempo, il ritratto che in "King Richard" Will Smith ha restituito del papà allenatore delle supercampionesse di tennis Venus e Serena Williams viene dato per vincente da mesi. L'ostacolo principale sul suo cammino è Andrew Garfield per il dramma musicale "Tick Tick... Boom"). D'altra parte l'anno scorso il compianto Chadwick Boseman veniva dato per sicuro trionfatore (postumo) quando a sorpresa vinse Anthony Hopkins per l'intenso "The Father".

Miglior attrice

Qui la gara è incertissima. Leggermente in testa parte Nicole Kidman che fa rivivere il mito Lucille Ball in "A proposito dei Ricardo" (per lei il Golden Globe), ma nelle ultime settimane la bilancia ha iniziato a pendere per il trasformismo di Jessica Chastain in "Gli occhi di Tammy Faye" dove è una "santona" televisiva, irriconoscibile grazie al trucco di scena. Una sfida talmente sul filo che potrebbe premiare Penelope Cruz per le "Madri parallele" di Almodovar. Non è impossibile, un po' perché negli anni gli Oscar sono diventati più esterofili, un po' per il meccanismo di voto: in sostanza i votanti esprimono una propria classifica dei nominati in cinquina. Chi ha più primi posti vince solo se supera il 50% sennò entrano in gioco i secondi posti, i terzi e così via. Quindi la miglior seconda (ma vale anche per i film) può avere la meglio.

Miglior attore non protagonista

Anche qui non dovrebbe esserci gara: Troy Kotsur burbero padre dei "Segni del cuore" ha già le mani sul premio. Il giovanissimo Kodi Smit-McPhee ("Il potere del cane") e il vetrano Ciaran Hinds ("Belfast") tenteranno di rovinargli la festa anticipata.

Miglior attrice non protagonista

Sfida un po' più aperta, seppur con una chiara favorita: Ariana De Bose per "West Side Story". Sarebbe solo la seconda "latina" a vincere dopo Rita Moreno per la versione originale del musical e nello stesso ruolo. Considerazioni che agli Oscar pesano. La critica ha amato Aunjanue Ellis, mamma Williams in "King Richard", mentre Kirsten Dunst ("Il ppotere del cane") è incredibilmente alla prima nomination di una illustre (e precocissima) carriera e potrebbe essere ricompensata in un colpo solo. Non sarà facile.

Miglior film internazionale

"E' stata la mano di Dio" di Paolo Sorrentino
"E' stata la mano di Dio" di Paolo Sorrentino

Per Paolo Sorrentino regalarsi, dopo "La Grande bellezza", un bis con "E' stata la mano di Dio" sarà un'impresa. Pare scontato che debba vincere "Drive My Car" di Ryusuke Hamaguchi (visto che concorre anche nella categoria assoluta) ma non è detto. Solo che a insidiarlo da vicino dovrebbe ssere il novegese "La persona peggiore del mondo".

Miglior film d'animazione

"I Mitchell contro le macchine" potrebbe essere la spina nel fianco di "Encanto", il gioiellino Disney che Oltreoceano è piaciuto assai. Occhio al danese "Flee", docu-fiction animata, che peraltro concorre anche nelal categoria dcumentari e in quella dei film internazionali e da qualche parte potrebbe rivelarsi il jolly a sorpresa.

Fan Favorite: L'Oscar votato da pubblico

Creata per acchiappare i gusti dei giovani frequentatori di multiplex, la nuova categoria ha il compito di "consolare" i blockbuster spesso snobbati dai premi principali. E quest'anno (prima di "The Batman") c'è sato un titolo su tutti che ha fatto tirare il fiato all'industri cinematografica dopo i turbamenti del Covid: "Spider-Man: No Way Home". E battere un supereroe è impresa ardua.

Miglior canzone

Billie Eilish
Billie Eilish

Sarà l'anno di Billie Elilish? Molti scommettono di sì. Anche se la sua "No Time to Die" è uscita mesi prima del film che accompagna, ovvero l'ultimo James bond che ha subito tanti slittamenti causa Covid, resta la canzone da battere. Tuttavia, "Dos Oruguitas" da "Encanto", scritta da Lin-Manuel Miranda, altro totem dell'intrattenimento americano, è un osso durissimo.  

Dove vedere gli Oscar 

L'appuntamento per la diretta da Los Angeles in Italia sarà dalle 00.15 su Sky Cinema Oscar (canale 303 di Sky)  con il Red Carpet e a seguire tutte le premiazioni dal Dolby Theatre. La diretta della cerimonia sarà trasmessa anche su Sky Uno, in streaming su NOW e in chiaro su TV8, sempre dalle 00.15. 

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