Vito Clericò

Garbagnate Milanese (Milano), 10 giugno 2018 - Ha negato il coinvolgimento di sua moglie nella morte di Marilena Re, ha detto di essere andato da lei il 30 luglio scorso perché "l’aveva sognata" e di non averla decapitata volontariamente. Questo, in sostanza, il riassunto dell’interrogatorio di Vito Clericò, il 65enne di Garbagnate Milanese, reo confesso del delitto della promoter Marilena Re, 58 anni, uccisa e decapitata a fine luglio scorso. Per il pensionato la richiesta di rinvio a giudizio verrà depositata domani.

Clericò, interrogato in carcere a Busto Arsizio dove è rinchiuso dall’11 settembre scorso, ha risposto alle domande del pm Rosaria Stagnaro per circa tre ore ed è stato interrogato su richiesta dei suoi legali, Daniela D’Emilio e Franco Rovetto. Secondo l’accusa, il 65enne e sua moglie Alba De Rosa dovevano restituire alla vittima del denaro. La moglie di Clericò, Alba De Rosa, è stata recentemente iscritta nel registro degli indagati per occultamento e vilipendio di cadavere in concorso con suo marito, dopo essersi vista archiviare l’accusa per concorso in sequestro di persona. Secondo quanto dichiarato dall’avvocato D’Emilio, Clericò avrebbe "ribadito di aver ucciso da solo Marilena e scagionato totalmente sua moglie da qualsiasi responsabilità". Per quanto riguarda la decapitazione della vittima "ha detto che è stato un incidente, andando contro il parere dei periti della Procura". Nelle prossime settimane nuovi consulenti nominati dal pm eseguiranno accertamenti a casa della coppia, alla ricerca di tracce del passaggio di Marilena Re nella villa di Garbagnate, prima di essere presumibilmente uccisa e sepolta nell’orto del 65enne.