Cornaredo (Milano), 13 giugno 2018 - Manifestazione d’interesse del Comune di Cornaredo per 17 immobili confiscati alla mafia presenti sul territorio. L’amministrazione comunale di centrosinistra non si tira indietro, anzi, al contrario si candida per gestire questi beni, tra appartamenti, magazzini e anche un locale bar. Lo ha fatto in occasione dell’incontro che si è svolto in Prefettura a Milano dove sono stati elencati i beni sequestrati alla mafia in Lombardia.

«È stata una scelta complessa ma che riteniamo simbolica per l’amministrazione tutta e per le amministrazioni che verranno dopo la nostra - dichiara il sindaco Yuri Santagostino - l’impegno nel farsi carico e riutilizzare i beni confiscati dall’Agenzia nazionale va letto nell’ottica di una lotta continua a tutte le forme di illegalità e nel prossimo anno proporremo alle scuole un progetto sulla legalità insieme con Libera». I beni in questione sono stati confiscati all’imprenditore Costantino Mangeruca, presunto affiliato del clan Farao-Maricola di Cirò (provincia di Crotone), proprietario anche dell’ex mobilificio di via Vanzago confiscato nel 2009 e già assegnato al Comune. Per questi diciassette beni immobili l’iter di confisca non si è ancora completamente concluso, «la manifestazione di interesse vincola però l’affidamento dei beni al Comune solo nel caso in cui gli stessi siano nella disponibilità piena dell’Ente locale (gli stessi infatti non sono stati confiscati completamente) - precisa il sindaco - liberi da occupanti e infine, visto che afferiscono a due numeri civici in via San Carlo e via Vanzago, in locali autonomi e indipendenti, privi di legami condominiali, di vicinato o altro con gli attuali occupanti o gli attuali proprietari».

Intanto prosegue l’iter di progettazione per la riqualificazione e la restituzione alla legalità dell’ex mobilificio di via Vanzago per il quale il Comune ha ricevuto un contributo di 1.261.000 euro a fondo perduto nell’ambito del Bando del Governo «Bellezza, recuperiamo i luoghi culturali dimenticati». La proposta pubblica è quella di trasformare l’ex mobilificio di oltre 2.000 metri quadrati in uno spazio multifunzionale e in particolar modo in un contenitore per giovani imprenditori, start up, microimprese del territorio. Con spazi di coworking e laboratori progettuali. «Dopo il lavoro dei mesi scorsi a breve affideremo l’incarico per il progetto esecutivo a Fondazione Politecnico», conclude il primo cittadino Santagostino.