UN VIAGGIO MISTERIOSO

Yulia Navalnaya è volata in Germania per un viaggio che resta avvolto nel mistero ma che cade in un momento in cui il Cremlino sta inasprendo la repressione politica, prendendo di mira i dissidenti con arresti e perquisizioni. Ieri in serata lo Spiegel ha confermato l'arrivo a Francoforte sul Meno della moglie del rivale numero uno di Putin, Alexey Navalny.

Un viaggio anticipato nel pomeriggio dall'agenzia di stampa russa Interfax scatenando una pioggia di ipotesi non solo sul futuro di Yulia ma dello stesso movimento d'opposizione. Secondo il giornale tedesco però, «a Berlino» la trasferta viene attribuita ad «una visita privata» e il Guardian sottolinea che secondo gli alleati di Navalny si tratta solo di una breve parentesi all'estero e non dell'inizio di un esilio.

YULIA NUOVO SIMBOLO DEI DISSIDENTI?

Yulia Navalnaya non è solo la moglie di Alexey Navalny. C'è chi ipotizza che possa raccogliere il testimone del marito, sbattuto in galera non appena ha rimesso piede in Russia dopo un avvelenamento per il quale i principali sospettati sono proprio gli 007 del Cremlino. Navalnaya negli ultimi mesi è stata al centro delle cronache. È stata lei a mettere in dubbio le conclusioni dei medici di Omsk che escludevano che suo marito fosse stato avvelenato ed è stata sempre lei a scrivere a Putin ottenendo di trasferire Alexey in un ospedale di Berlino. Navalnaya è stata accanto al marito durante la lunga convalescenza in Germania e soprattutto quando è tornato in Russia, pur sapendo che sarebbe finito dietro le sbarre. Poi ha partecipato alle proteste contro la detenzione di Navalny e per questo è stata trascinata per due volte nelle camionette della polizia e le è stata inflitta una multa di 200 euro.

Non è chiaro se la Navalnaya intenda correre alle parlamentari del prossimo settembre e in ogni caso resta da vedere se le autorità glielo permetteranno. Il Parlamento russo si prepara infatti a valutare una proposta avanzata dal presidente di un gruppo di imprenditori che prevede di vietare la candidatura alle persone bollate come «agenti stranieri» e ai loro familiari. La repressione in Russia passa inevitabilmente anche dalle aule giudiziarie.
 

Alcuni dei più stretti collaboratori di Navalny sono ora ai domiciliari, altri sono stati accusati di aver infranto le norme anti-Covid invitando a partecipare alle proteste contro la detenzione dell'oppositore, le stesse che la polizia ha soffocato a colpi di manganello e con migliaia di arresti. Oggi inoltre un tribunale di Mosca ha emesso un mandato di arresto internazionale per Leonid Volkov. Il braccio destro del più carismatico degli oppositori russi ha invitato la gente a uscire domenica sera nel cortile della propria palazzina e accendere le luci dei cellulari in segno di solidarietà a 
Navalny. Ora è accusato di «incitamento dei minori a partecipare ad azioni non autorizzate». Ma la Lituania, dove Volkov si trova in questo momento, ha già fatto sapere che non intende accogliere la richiesta del Cremlino.