Tensione alta a Mosca dove sono almeno otto i sostenitori di Alexei Navalny fermati dalla polizia a Mosca nei pressi del tribunale che oggi esamina la richiesta, inoltrata dal Servizio penitenziario federale, di convertire la condanna sospesa del dissidente russo per il caso 'Yves Rocher' del 2014 in una detenzione effettiva, con l'accusa di violazioni multiple della libertà vigilata che gli era stata concessa.

Lo ha reso noto l'account Twitter di Ovd-Info, secondo cui tra i fermati c'è anche un giornalista. Navalny era stato condannato a tre anni e mezzo di carcere, con la pena sospesa, e a cinque di libertà vigilata, un periodo esteso di un altro anno nel 2017, dopo essere stato riconosciuto colpevole di appropriazione indebita (un caso giudicato dalla Corte europea per i diritti dell'uomo motivato politicamente)

LUNGHE FILE DI CAMIONETTE DAVANTI AI CENTRO DI DETENZIONE

Davanti ai centri di detenzione amministrativa di Mosca e San Pietroburgo si registrano lunghe file di camionette della polizia con dentro le persone a cui è stato imposto un periodo di arresto amministrativo dopo le proteste del 31 gennaio contro la detenzione dell'oppositore Alexey Navalny: lo riporta la testata online Meduza citando l'ong Ovd-Info, secondo cui a Mosca i mezzi della polizia si trovano di fronte al centro detentivo per immigrati del quartiere di Sakharovo, ma gli arrestati non vengono fatti entrare nella struttura per mancanza di posto e denunciano che non viene dato loro da mangiare e da bere e che non vengono lasciati andare in bagno.

Inoltre, stando alle loro parole, nelle camionette fa freddo e non c'è abbastanza posto. Le persone nei furgoncini hanno pubblicato un video denunciando la situazione. Secondo uno degli arrestati, nella notte di fronte al centro di detenzione vi erano otto camionette. A San Pietroburgo - scrive sempre Meduza - i veicoli con gli arrestati hanno formato una grande coda davanti al centro di detenzione di via Zakharevskaya. Anche lì le persone si lamentano per il freddo.