Kabul - Un’altra stagione chiave del terzo millennio si chiude, quella iniziata l’11 settembre 2001. Stati Uniti e la Nato hanno avviato “azioni locali” nell’ambito del ritiro delle truppe dall’Afghanistan. Lo ha riferito il comandante delle forze internazionali, il generale Scott Miller a Kabul, precisando che il processo è iniziato in seguito all’annuncio del presidente Joe Biden sul completo ritiro delle forze entro l’11 settembre. Si tratta di un accordo siglato con i Talebani che prevede di fatto l'esodo delle forze occidentali dal paese.

“Tutte le nostre forze si stanno preparando a ritirarsi, ufficialmente la data di notifica sarà il 1 maggio - ha spiegato - ma il procedimento è iniziato contestualmente alle azioni locali intraprese”.
Nel frattempo, continuano a registrarsi vittime civili. Nel corso del fine settimana, riferisce la Dpa che cita funzionari locali, almeno otto civili sono rimasti uccisi in un attacco aereo e con colpi di mortaio da parte delle forze afghane nella provincia centrale di Wardak.

 Almeno quattro membri di una singola famiglia sono morti invece in un attacco aereo nel distretto di Jalriz, dove le forze governative hanno condotto un’operazione contro gruppi di militanti per diverse settimane. Sempre nella provincia di Wardak, un colpo di mortaio ha distrutto una casa nel distretto di Sayed Abad, uccidendo almeno tre membri di una famiglia, compresi bambini, mentre molti altri sono rimasti feriti. I politici locali hanno incolpato le forze governative per entrambi gli incidenti, mentre alcuni media hanno riportato un numero maggiore di vittime.