La moschea di Kunduz dopo il grave attentato di Isis-K
La moschea di Kunduz dopo il grave attentato di Isis-K

Kabul - Continua la guerra civile in Afghanistan, tra i due principali  movimenti dell'integralismo islamico nel Paese, Isis-K e i Talebani. Un'esplosione in una moschea sciita nella citta' afghana di Kandahar, culla del movimento talebano, ha provocato una carneficina: le immagini che circolano sul web sono impressionanti. Secondo al-Jazeera, ci sono stati almeno 37 morti e 70 feriti. L'esplosione ha investito la Moschea dell'Imam Bargah, situata nel centro della citta', al momento della grande preghiera del venerdi'. Solo una settimana fa un kamikaze, la cui azione e' stata poi rivendicata dal movimento terroristico Isis-K, si e' fatto saltare in aria all'esterno di una moschea sciita a Kunduz, uccidendo almeno 80 persone. La comunita' sciita e' il bersaglio preferito degli islamisti sunniti. 

 Il portavoce dei Talebani, Zabihullah Mujahid, ha condannato "l'attacco brutale contro i civili nella moschea di Kandahar" e ha fatto "le più sentite condoglianze alle famiglie delle vittime". Il bilancio parla di almeno 32 morti e 53 feriti a causa di un attacco suicida sferrato durante la preghiera del venerdì nella moschea Bibi Fatima (o Imam Bargah), una delle più importanti della città di Kandahar.  Testimoni citati dal sito di notizie Khaama Press hanno riferito di almeno due esplosioni, mentre fonti citate da Tolo News hanno parlato di tre deflagrazioni.

"Il terrorismo continua in Afghanistan con almeno 32 morti, decine di feriti, in un attacco suicida durante la preghiera del venerdì nella più grande moschea sciita di Kandahar". E' quanto si legge in un tweet pubblicato dalla Missione di assistenza delle Nazioni Unite in Afghanistan (Unama) dopo la strage a Kandahar. "Le Nazioni Unite condannano le ultime atrocità contro un'istituzione religiosa e i fedeli. I responsabili devono risponderne", conclude il tweet.

Dopo Kunduz, a essere colpita e' dunque la culla del movimento talebano, Kandahar, in una sfida aperta al cuore della roccaforte degli 'studenti coranici', saliti al potere con la promessa di ripristinare sicurezza e mettere fine alle ostilita'. Secondo le ricostruzioni, tre esplosioni hanno fatto strage nella moschea Bibi Fatima, affollata di fedeli durante la preghiera del venerdi': vetri rotti, corpi insaguinati a terra, decine di ambulanze arrivate a soccorrere i numerosi feriti. "Siamo sopraffatti. Ci sono troppi cadaveri e feriti che vengono portati nel nostro ospedale. Abbiamo urgente bisogno di sangue", hanno raccontato fonti mediche dal locale ospedale. Le autorita' dell'autoproclamato Emirato islamico, che parlano dell'azione di kamikaze, hanno condannato l'attacco e promesso di arrestare i responsabili.

Finora, nessuno ha rivendicato il massacro, ma gli occhi sono puntati sulla branca locale dell'Isis, l'Is-K, che ha gia' firmato l'attacco di venerdi' scorso alla moschea di Gozar-e-Sayed Abad - nella provincia nord-orientale di Kunduz; il piu' grave dal ritiro del contingente straniero dal Paese, il 30 agosto. Ssarebbe la prima volta che l'Isis colpisce a Kandahar, una mossa che segnerebbe anche un nuovo capitolo nella sanguinosa storia del Paese: quello di una guerra tra l'Isis e i talebani. Da quando sono saliti al potere il 15 agosto, gli 'studenti coranici' - che hanno fatto del ritorno alla sicurezza nel Paese dopo vent'anni di guerra la loro priorita' - hanno dovuto fronteggiare un'ondata di sanguinosi attacchi sferrati dal rivale gruppo sunnita dell'Is-K. Questo attacco e' "una sfida ai talebani che affermano di detenere il controllo del Paese", ha commentato Abdul Sayed, ricercatore specializzato nel monitoraggio dei gruppi jihadisti afghani.