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6 mar 2022
andrea morleo
Esteri
6 mar 2022

Guerra in Ucraina, Kiev come Sarajevo: lo spettro dell'assedio come nell'ex Jugoslavia

Le truppe russe pronte ad accerchiare la capitale con il rischio di un massacro proprio come nella guerra in Bosnia ed Erzegovina

6 mar 2022
andrea morleo
Esteri
Un soldato ucraino pattuglia un check point in ingresso a Kiev
Un soldato ucraino pattuglia un check point in ingresso a Kiev
Un soldato ucraino pattuglia un check point in ingresso a Kiev
Un soldato ucraino pattuglia un check point in ingresso a Kiev

Nessuna tregua, nessuna de-escalation. I cannoni sono tornati a parlare in Ucraina e la manovra di accerchiamento dell'esercito russo prosegue secondo il piano d'attacco predisposto da tempo da Vladimir Putin. Le direttrici dell'offensiva sono quelle che da tempo avevano annunciato gli 007 americani: da nord, sud ed est. Tra gli obiettivi principali la presa di Kiev che sembra ormai prossima ad essere accerchiata. Fonti ucraine, confermano che gli avamposti russi sarebbero stati avvistati nei sobborghi della capitale dell'Ucraina. Se i mezzi corazzati e i soldati dovessero avere difficoltà ad entrare in città, la strategia russa potrebbe scegliere la carta del bombardamento aereo e missilistico per fiaccare la resistenza ucraina e a questo punto Kiev rischia di diventare la Sarajevo del nuovo millennio. Il governo ucraino avrebbe sperato di poter evacuare donne e bambini ma Mosca ha chiuso la possibilità di corridoi umanitari.

L'assedio di Sarajevo durante la guerra in Bosnia ed Erzegovina è durato quattro anni, dall'aprile '92 al febbraio '96. Si scontrarono le forze del governo bosniaco, che aveva dichiarato l'indipendenza dalla Jugoslavia, contro l'Armata Popolare Jugoslava (JNA) e le forze serbo-bosniache che miravano a distruggere il neo-indipendente stato della Bosnia ed Erzegovina e a creare la Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina. Si stima che durante l'assedio le vittime siano state più di 12mila e i feriti oltre 50mila.

IL FRONTE NORD
Da nord, dal confine con la Bielorussia, l'esercito russo avanza forte di un nutrito contingente di truppe come testimonia il convoglio di mezzi corazzati lungo decine di chilometri immortalato da alcune foto satellitari nei giorni scorsi. L'obiettivo è quello di conquistare Kiev nel più breve tempo possibile. Fonti ucraine confermano che si stanno "conducendo feroci battaglie" contro le forze russe per il controllo della città di Cherniguiv, che si trova a 120 chilometri dalla capitale ma anche a Zhytomyr, 140 chilometri a nordovest di Kiev e Korosten. A riferirne, parlando di morti o feriti, sono i servizi di emergenza ucraini su Telegram.  Un altro attacco in nottata con razzi a Korosten, a sud di Ovruch, ha provocato la morte di una persona ed il ferimento di altre due, stando alla stessa fonte, citata dal Guardian. Dieci abitazioni sono state distrutte e un edificio è andato in fiamme. Cinque bambini sono stati tratti in salvo. per evacuare donne, bambini e anziani, ha spiegato il governo di Kiev, che sta preparando evacuazioni anche dalla capitale, Sumy, Kharkiv e Kherson.

IL FRONTE SUD
A sud le truppe del Cremlino, forti dei contingenti ammassati in Crimea, premono sulle città di Mykolayev, centro urbano che consentirebbe ai russi di avvicinarsi ad Odessa ed allungare la striscia di territorio bagnato dal Mar Nero che parte dalla Crimea al Donbass. Proprio le forze della Repubblica popolare di Doneck filo-russa sarebbe già entrata nella periferia occidentale e nordoccidentale di Mariupol secondo il ministero della Difesa russo, che ha comunicato di avere preso "il quartiere Stary Krym di Mariupol sotto controllo".

IL FRONTE EST
Forte dell'appoggio logistico delle repubbliche separatiste del Donbass, Donetsk e Lugansk, l'esercito russo ha messo nel mirino due città dell'Ucraina dell'est, Kharkiv e Dnipro che da giorni sono sotto massicci bombardamenti. Secondo un rapporto dello Stato maggiore ucraino, le forze russe sono state bloccate nell'avanzata verso la regione di Dnipropetrovsk da Balaklia ed è in corso un'operazione per difendere la città di Chernihiv. Il rapporto fa riferimento a "pesanti perdite di armi, equipaggiamento e personale" insieme a quella di 88 aerei ed elicotteri russi. 

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