Milano - "Il centrosinistra non è mai arrivato a vincere al primo turno a Milano dal 1993, cioè da quando c'è l'elezione diretta del sindaco. E questo è un fatto importante". Forte di una conferma 'bulgara' a primo cittadino della metropoli lombarda, Beppe Sala parla da laeder del centrosinistra con uno sguardo che va oltre il capoluogo.

"La lezione che ci consegna questa partita a Milano è anche che la destra è forte-forte finché non la guardi da vicino- dice - quando la guardi da vicino, scopri le sue debolezze". Sala, forte del suo consenso personale - "è vero, c'è stato un calo dell'affluenza, ma non ha riguardato me e la mia coalizione, ho preso 40-50mila voti in più del primo turno del 2016 - concede l'onore delle armi a Luca Bernardo, suo principale competitor, e attacca i leader del centrodestra: "Adesso c'è già una corsa a scaricare i candidati - dice - e mi sembra sbagliato. Io non voglio difenderli, ma sono stati scelti da qualcuno, con lungo ripensamento, è un giochino che non funziona con i milanesi, che guardano alla concretezza". In prospettiva secondo mandato, Sala afferma che "i prossimi saranno i 5 anni più difficili della storia di Milano", con tante cose da fare e particolari focus sull'utilizzo dei fondi del Pnrr e le Olimpiadi invernali del 2026. "Queste cose non si fanno da soli - commenta Sala - la mia promessa è essere il sindaco di tutti: una frase che si dice sempre, è vero, ma vorrei treocare le formile per far partecipare tutti alle scelte".

Il sindaco di Milano allarga quindi l'orizzonte, guardando alla partita per la Regione. "Lo dicevo ieri - spiega - non posso che dirlo oggi: in questo momento non è nei miei pensieri, ma rimane il fatto che una candidatura per vincere Regione Lombardia dopo 30 anni non è semplice. L'unica cosa che mi auguro e su cui darò una mano è che la candidatura non nasca all'ultimo momento. Se pensiamo che si può fare, si devono fare avanti uomini o donne coraggiose e devono essere nelle condizioni di avere un anno di tempo per girare tutta la Lombardia. E girare tutta la Lombardia non significa andare dai nostri, ma dagli altri a convincere chi non è dalla nostra parte. Vuol dure non andare nei teatri pieni a ricercare applausi, ma andare a cercare voti laddove non sono tuoi".