Milano, 4 ottobre 2021 - Giuseppe Sala vince al primo turno le elezioni comunali ed è confermato sindaco di Milano. Con 1.248 sezioni scrutinate su 1.248, a Milano, il sindaco uscente sostenuto dal centrosinistra Beppe Sala è al 57,73%, eletto al primo turno con una forte maggioranza, il candidato del centrodestra Luca Bernardo è al 32,97%, Gianluigi Paragone al 2,99% e la candidata M5S Laila Pavone al 2,70%.

Qui centrosinistra

Sala ha seguito da Palazzo Marino iprimi  risultati delle elezioni che gli hanno consegnato il secondo mandato a Palazzo Marino. Poi, si è spostato dalla sede del Comune a quella del suo comitato elettorale in via Pollaiuolo, nel quartiere Isola, dove erano presenti alcuni assessori della Giunta uscente. "E' vero, cè stata una forte astensione - dice il sindaco rieletto - ma rispetto al primo turno del 2016 ho preso 40-50mila voti in più, dunque non si è astenuto chi crede in me ma a soprattutto in un'idea di cttà, italiana ed europea, che porta avanti un disegno ben preciso. Ringrazio chi ha lavorato me. Abbiamo fatto una campagna molto particolare, non abbiamo mai alzato i toni né fatto polemica, non abbiamo nemmeno fatto comizi. La politica ha bisogno di questo, non di proclami e polemiche. La lezione di Milano è che la destra è forte-forte finché non la guardi da vicino, quando la guardi da vincino è debole e lo vedi anche dalla corsa a scariare il candidato". Sala non risparmia poi una stoccata a Matteo Salvini: "Penso che Salvini sia il principale responsabile del risultato del centrodestra. Da quello che abbiamo capito, ha gestito lui processo di scelta del candidato. E' stato martellante a Milano con i suoi proclami, a tre settimane dal voto diceva che avrebbero stravinto quindi l'impressione è che non conosce abbastanza bene la città".

Qui centrodestra

Il candidato sindaco del centrodestra, Luca Bernardo, ha seguito dalla sua abitazione le prime fasi dello spoglio, dopo aver pranzato con la famiglia. Nel pomeriggio ppuntamento al comitato elettorale allestito presso il Mary Hotel Nhow in via Tortona, a Milano. "Nessun candidato parlerà fino a che non avremo dati più realistici e precisi", questo il mantra ripetutamente comunicato alla stampa al quartier generale del candidato sindaco del centrodestra. Il primo a parlare nella coalizione sconfitta è stato Maurizio Lupi, portabandiera di 'Milano popolare', che non ha risparmiato critiche al proprio campo: "Abbiamo preso una scoppola - ammette l'esponente centrista - io avrei evitato in tutto questo periodo di rincorrere i no vax e i no green pass, avrei parlato della nostra capacità di governo, che è quella di essere seri, responsabili e concreti, Tra l'altro, il governo Draghi sta spiazzando tutti, sta creando uno spazio enorme alla proposta politica di centrodestra, e va raccolta". In serata, Luca Bernardo ha parlato in una conferenza stampa nella sede del suo comitato elettorale. "Mi vedete con il sorriso - ha detto - perché sono un uomo del pubblico che si è prestato per 15 giorni alla corsa elettorale. Si poteva fare, l'avremmo potuto fare, ma dovevamo avere più tempo. Auguro al sindaco Beppe Sala di far crescere la nostra città. Non l'ho ancora sentito, ma avrò il piacere di farlo" Ho deciso che starò in Comune, pur continuando a fare il medico". Bernardo ha poi aggiunto che "il vero vincitore delle elezioni è l'astensionismo: spero che al di là dei programmi, non ci si dimentichi delle persone che hanno deciso di non andare a votare". 

Le liste

A Milano erano 13 i candidati sindaco, 28 complessivamente le liste che li appoggiavano. Oltre al sindaco uscente Giuseppe Sala, sostenuto da otto liste di centrosinistra, sono in corsa Luca Bernardo (centrodestra, sei liste), Layla Pavone (M5S), Gianluigi Paragone (Paragone Sindaco e Grande Nord), Giorgio Goggi (Socialisti di Milano e Milano liberale),Gabriele Mariani (Milano in Comune e Civica ambientalista), Bianca Tedone (Potere al popolo), Natale Azzaretto (Partito comunista dei lavoratori), Marco Muggiani (Partito comunista italiano), Alessandro Pascale (Partito comunista), Bryant Biavaschi (Milano inizia qui), Mauro Festa (Partito gay) e Teodosio De Bonis (Movimento 3V). Sala è vicino alla vittoria al primo turno, nettamente staccato Bernardo che puntava a portarlo al ballottaggio. Si è votato anche per i nove Municipi. In caso di vittoria al primo turno, non è detto che non si vada al ballottaggio in alcuni Municipi: la soglia per evitare il secondo turno, infatti, nei “parlamentini’’ è salita dal 40% al 50%. 

Elezioni comunali 2021, affluenza alle urne mai così bassa a Milano

Risultati e affluenza nel Comune di Milano

 

 

I 13 candidati sindaco

 A Milano ci sono tredici candidati e 28 liste. Rispetto a cinque anni fa, gli aspiranti primi cittadini sono quattro in più, forse perché questa volta le firme da raccogliere erano solo 334 (un terzo delle mille previste prima dell’emergenza Covid).

GIUSEPPE SALA - Il sindaco uscente e ricandidato Giuseppe Sala. Milanese, classe 1958, laurea alla Bocconi ed esperienze professionali in Pirelli e Telecom, nel 2009 è stato direttore generale del Comune con Letizia Moratti. E' stato anche amministratore delegato di Expo 2015. Otto le liste che lo sostengono: Partito democratico, Milano Radicale, Milano in salute, Europa Verde - Verdi, Milano unita, Lista Beppe Sala sindaco, Riformisti lavoriamo per Milano, Volt.

LUCA BERNARDO - Il centrodestra ha scelto Luca Bernardo. Primario di pediatria al Fatebenefratelli, classe 1967, Bernardo è da sempre attivo nel campo del sociale: nel 2008 ha fondato il Centro Disagi Adolescenziali del Fatebenefratelli a Milano, primo in Italia a occuparsi di cyberbullismo e attività illegali in Rete, dedicandolo a Carolina Picchio, la ragazza di 14 anni suicidatasi perché vittima di bullismo. Tra il 2012 e il 2016 è stato Consigliere del ministro per le Politiche Agricole in materia di educazione alimentare per l'Expo 2015; dal 2013 fa parte del gruppo di approfondimento tecnico per il riordino del sistema sanitario regionale. Nel 2011 ha ricevuto l'Ambrogino d'oro militare dal Comando Esercito Lombardia per l'impegno di responsabile nazionale presso il Miur per il disagio giovanile e il bullismo. Sempre nello stesso anno ha ottenuto il Pride Miami's Children Hospital. Nel 2015 è stato nominato Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Quella di ottobre non è la sua prima corsa per Palazzo Marino: già nel 2006 era stato candidato come consigliere comunale nella lista civica di Letizia Moratti, ricevendo 200 preferenze. Sei le liste che lo sostengono: Forza Italia, Lega per Salvini premier, Lista civica Luca Bernardo, Fratelli d'Italia, Partito Liberale europeo, Milano Popolare Maurizio Lupi.

LAYLA PAVONE -  La manager Layla Pavone proverà a fare la terza incomoda con la lista del Movimento 5 Stelle. L'imprenditrice, classe 1963, è amministratore delegato Industry Innovation di Digital Magics e consigliere di Italia Startup. Dal 2003 al 2010 è stata presidente di Iab Italia, associazione internazionale per lo sviluppo e la promozione della pubblicità interattiva. Inoltre, è consigliere indipendente nella Seif, la società editoriale de Il Fatto Quotidiano

GIANLUIGI PARAGONE -  La novità di questa sfida per Palazzo Marino, visto il periodo di emergenza sanitaria, è la presenza di due candidati sindaci No Vax: il senatore, ex leghista ed ex grillino, Gianluigi Paragone, leader di Italexit, sostenuto da due liste: Milano Paragone Sindaco e Grande Nord; il medico Teodosio De Bonis, in campo con il Movimento 3V.  Classe 1971, Paragone è un giornalista ch ha lavorato per La Padania, Libero, Rai, La7

GIORGIO GOGGI - Nel campo progressista si registra la candidatura del professore del Politecnico ed ex assessore comunale Giorgio Goggi, supportato dai Socialisti di Milano e da Milano Liberale. Classe 1946, nato a Lecco, Goggi ha già lavorato in Comune: è stato assessore ai Trasporti con il sindaco Gabriele Albertini. Iscritto al Psi dal 1973, ha partecipato allo studio sulla riapertura dei Navigli al Dipartimento Dastu del Politecnico. 

GABRIELE MARIANI - Più a sinistra, Gabriele Mariani. Ingegnere e architetto, 58 anni, Mariani corre per Milano in Comune e Civica Ambientalista. Un passato nel Pd, diverse esperienze nei municipi cittadini, ha sempre abbracciato i temi ambientalisti. 

BIANCA TEDONE -  Ha solo 28 anni la candidata sindaca di Milano di Potere al Popolo. Laurea in giurisprudenza, lavora all'Università Statale di Milano e studia Filosofia. 

NATALE AZZARETTO -  Insegnante in una scuola media in periferia, Natale Azzaretto ha 69 anni e corre per Partito Comunista dei lavoratori. Ha già tentato la corsa politica: si era presentato da autonomo, infatti, alle elezioni del 2011 e poi, di nuovo, nel 2016.

MARCO MUGGIANI - Marco Muggiani (Partito comunista italiano), classe 1954, è medico di base e lavora a Voghera (Pavia). Da sempre legato al partito comunista, ha la tessera in tasca dal 1983.

ALESSANDRO PASCALE - Alessandro Pascale. Originario della Valle d'Aosta, Pascale ha 35 anni. Scrittore, oltre che docente di Storia e Filosofia, a Milano corre per il Partito comunista. 

BRYANT BIAVASCHI -  Bryant Biavaschi, laurea in economia, ha 36 anni. Il candidato di 'Milano inizia qui' ha lavorato all'estero prima di tornare a Milano dove lavora nel settore delle startup. Ha fondato una società attiva nei settori catering ed eventi. 

MAURO FESTA - Origini napoletane, 46 anni, Mauro Festa corre per il Partito Gay. Avvocato specializzato in nuove tecnologie, ambientalista, è attivista per i diritti Lgbtq+.