Il padiglione degli Emirati Arabi Uniti
Il padiglione degli Emirati Arabi Uniti

Milano, 24 maggio 2015 - Fino a dodici ore al giorno a fare il piantone fuori dai padiglioni dell’Expo. «Turni massacranti», lamentano alcuni degli uomini della sicurezza. Guardie che, dicono gli stessi, a queste condizioni non riescono a fare la guardia, tanto che qualcuno ha già firmato le dimissioni. C’è turbolenza tra i vigilantes della Ivri progetti speciali srl, società controllata dal gruppo Ivri, uno dei sei componenti del raggruppamento temporaneo di imprese che ha si è aggiudicato la gara da oltre 20 milioni di euro per la sorveglianza di Expo. La segnalazione arriva dalle file dei guardiani non armati assunti dalla Ivri progetti speciali. Piantonano i padiglioni, tra cui quello degli Emirati arabi, del Marocco, della Veneranda fabbrica del Duomo, del Messico e della Polonia. Il deterrente è la divisa, visto che per alcuni di loro è la prima esperienza di lavoro nel settore sicurezza, a cui sono approdati dopo crisi aziendali, licenziamenti e corsi professionali per ricollocarsi. Sul tavolo, Ivri progetti speciali offre sei mesi di lavoro all’Expo, uno stipendio – da contratto nazionale – di 930 euro mensili lordi, più gli straordinari pagati e un’indennità «cliente» di 10 euro per ogni giorno di servizio prestato


Tuttavia, appena Expo alza il sipario, sui calendari di lavoro compaiono turni da dodici ore. E guardie notturne, non concordate. «Avrebbero dovuto farle solo i sorveglianti armati», spiega uno dei lavoratori, che ha chiesto come gli altri l’anonimato. «Da contratto dovremmo lavorare 40 ore a settimane, ma io nelle prime due ne ho fatte 72». Ossia dodici ore per sei giorni. «E con un quarto d’ora appena per il pranzo», aggiunge un altro vigilante. Qualcuno stringe i denti ma c’è chi rassegna le dimissioni. Ivri precisa che «si tratta di casi isolati, rispetto alle 500 persone che abbiamo impiegato per questo evento. Abbiamo lavorato nella piena legittimità, non ci sono violazioni di legge». Secondo l’azienda, «ogni settimana viene programmato un piano dei turni, ma se ci sono delle emergenze o delle richieste dell’ultimo minuto, noi dobbiamo essere pronti a risolverle». Secondo la sede, i turni più lunghi sono circoscritti a questi casi. «Abbiamo già provveduto ad assumere altre trenta persone», precisa infine Ivri. Le segnalazioni sono arrivate anche sulla scrivania dei sindacati. «Abbiamo richiamato Expo per sensibilizzarli sulla questione», precisa Stefano Franzoni, responsabile Expo per Uil Lombardia. Nel frattempo, è scattata anche la macchina dei controlli: «Se ci trovassimo di fronte a prassi consolidate, siamo pronti a fare un esposto alla direzione del lavoro».