Milano, 14 aprile 2021 - La campagna vaccinale lombarda ha preso una nuova spinta, con il completamento degli over 80 e l'accelerata sugli over 70. Ma a guastare i risultati, la constatazione che esiste un problema AstraZeneca. "Quello del rifiuto del vaccino AstraZeneca è un tema difficile. E' un fenomeno che negli ultimi giorni sta diventando più importante di quello che possiamo pensare", ha detto il direttore generale del Welfare della Regione, Giovanni Pavesi, intervenendo in audizione in Commissione Sanità del Consiglio Regionale. "Ho segnalazione di centri vaccinali importanti in cui parecchia gente li sta rifiutando - ha aggiunto -. In questi casi, se in sede di anamnesi ci sono valutazioni critiche, possiamo fargli il Pfizer. Negli altri casi, se non ci sono queste motivazioni, li rimettiamo in coda". Il rifiuto del vaccino anglosvedese si aggira sul 15% "ma abbiamo la sensazione che sia una percentuale in crescita".

Moratti smentisce il dg

Non è della stessa opinione del suo dg l'assessore la Welfare Letizia Moratti: "Le rinunce a vaccinarsi con AstraZeneca in Lombardia sono irrisorie, piuttosto sono in aumento considerevole le domande di approfondimento e di spiegazione sul vaccino". Moratti dà anche altri numeri rispetto al 15% evidenziato da Pavesi: "Ad oggi è meno del 5% dei cittadini che sarebbero vaccinati con questo vaccino a rifiutare effettivamente la somministrazione". Per il vicepresidente della Lombardia, le poche rinunce sono anzi "una conferma della fiducia riposta nella scienza e nei medici da parte dei nostri concittadini che stanno aderendo in modo esemplare alla fase vaccinale volta a combattere e vincere la pandemia". Tante comunque le domande poste dai cittadini lombardi al momento del vaccino. "Nel corso delle anamnesi - conclude - i nostri medici stanno ricevendo una crescente domanda di approfondimenti su AstraZeneca da parte dei cittadini che però, grazie soprattutto alla competenza, alla chiarezza e alle rassicurazioni del personale medico, accettano nella pressoché totalità di farsi vaccinare".

I numeri della campagna

Una grana, quella della puara per eventuali effetti collaterali del vaccino (ovvero il rischio trombosi) che rischia, su scala nazionale, di produrre un'ulteriore frenata quando arriveranno anche i vaccini Johnson&Johnson, stoppati negli Usa, al momento, sempre per il manifestarsi, per quanto esiguo nei numeri, di sospette reazioni avverse. A fare da contraltare, i dati lombardi degli ultimi giorni di campagna pro immunizzazione. "La campagna di vaccinazione degli over 70 è partita in maniera piuttosto sostenuta", ha sottolineato Pavesi.  "La platea dei lombardi tra i 70 e i 79 anni è formata da quasi un milione di cittadini. Per ora hanno già prenotato la vaccinazione 716.861 lombardi. In due giorni ne abbiamo già vaccinati 61mila".  Ma per "mettere a regime la campagna di vaccinazione in Lombardia" servono "non meno di 3 milioni di dosi di vaccino al mese, in modo da raggiungere le 120-130 mila vaccinazioni al giorno che è il nostro dato ottimale".

Over 80 e siero a domicilio

Completato invece il ciclo degli over 80, perlomeno di quanti si erano registrati per ricevere la propria dose. "Gli over 80 vaccinati - ha spiegato Pavesi - sono 580 mila: 720 mila è tutta la popolazione over 80 lombarda, 616 mila avevano chiesto di vaccinarsi. Abbiamo quasi completato la platea, se comprendiamo anche quelli nelle Rsa siamo attorno ai 620-630 mila vaccinati. Abbiamo coperto gli aderenti. Poi c'è una fetta di popolazione che non ha aderito; e sulla vaccinazione domiciliare ci stiamo muovendo, è  la partita più impegnativa". Nel frattempo sono stati "dismessi dei punti tampone per approntare squadre" che facciano i vaccini a domicilio a chi non può spostarsi da casa e "una squadra quando va bene in un giorno riesce a vaccinare una decina di cittadini".  

E io quando mi vaccino? Scoprilo con il calcolatore