Carugate (Milano), 22 gennaio 2018 - Sempre meno negozi a Carugate, l’emorragia non si ferma, «il 2017 si è portato via altre quattro attività», ma in dieci anni, complice la crisi, il taglio è stato impietoso: meno 50%. Da 87 esercizi a 47, «numeri che parlano da soli», per Roberta Ronchi, capogruppo della Lega all’opposizione, che lancia un appello al sindaco Luca Maggioni. "Rifletta su questi dati, meno saracinesche alzate significa desertificazione del centro, morte sociale e sicurezza in calo. Calcoli queste conseguenze, quando sostiene l’ampliamento del Carosello».

Dietro al monito, c’è sempre la battaglia sul raddoppio del supermercato, ferma in Regione. Ormai, sarà il governo che uscirà dalle urne il 4 marzo a decidere della sorte del progetto. Spetta, infatti, al Pirellone pronunciarsi sulle grandi superfici commerciali. La pratica è ferma a Milano da quattro anni, era il 2013 quando la proprietà chiese di poter aggiungere 31mila metri di vetrine e gallerie in più. Una proposta sulla quale il territorio si è diviso in due fronti netti: pro e contro, un duello durissimo, finito anche in tribunale. Il Carroccio sventola i dati dell’Osservatorio regionale sui piccoli, - si parla di rivendite di meno di 250 metri, escluse farmacie e tabaccherie, cioè i servizi - «per convincere i sostenitori dei mega-store che bisogna fermarsi». «Strozzare il centro, significa lasciare gli anziani senza punti di riferimento», aggiunge Ronchi, che richiama tutti a valutare «l’impatto reale della grande distribuzione». "I numeri sono quelli dell’agenzia regionale e lasciano poco spazio all’interpretazione: botteghe chiuse, luci che si spengono, posti di lavoro che si perdono. Servono politiche per contrastare questo futuro".