Pioltello (Milano), 3 luglio 2018 - Sono iniziati oggi, non senza difficoltà tecniche e organizzative, gli accertamenti irripetibili sull'ormai noto giunto, ossia il pezzo di rotaia in cattivo stato, disposti nell'ambito della super consulenza della Procura di Milano che deve far luce sull'incidente ferroviario dello scorso 25 gennaio a Pioltello, nel Milanese, nel quale morirono tre donne. Allo stato, da quanto si è saputo, resta da risolvere il mistero su quale azienda abbia costruito quella giuntura, tanto che per riuscire a decifrare il numero di serie, non leggibile e che porterebbe al costruttore, oggi è stato deciso di usare un prodotto anticalcare. È cominciato oggi, tra l'altro, sempre alla presenza dei consulenti della Procura (gli stessi pm Maura Ripamonti e Leonardo Lesti erano sul posto), delle difese e delle parti offese, il trasferimento dei pezzi di binari e di tutte le altre prove da un deposito, in cui c'erano stati problemi di infiltrazione d'acqua, ad un altro, sempre messo a disposizione da Rete ferroviaria italiana. Alcune lunghe parti di rotaia, al momento, sono state lasciate all'esterno per trovare il modo migliore per farle entrare. 

È stato anche analizzato il giunto 'gemello', parallelo sul binario rispetto a quello al centro dell'inchiesta, per studiare  la procedura migliore per tagliare e aprire quello che, stando alle indagini, era in cattivo stato. Le analisi ritenute decisive nell'inchiesta, tra cui misurazioni ed ispezioni visive, sui binari e sul giunto andranno avanti nei prossimo giorni, forse fino a sabato o domenica almeno. Gli accertamenti hanno anche lo scopo di individuare chi abbia costruito (Rfi o una ditta esterna) quel giunto collocato nel cosiddetto 'punto zero' dove si staccò un pezzo di rotaia e che pare essere la causa principale del deragliamento. In quella parte era stata collocata anche una tavoletta di legno per evitare che la rotaia sbattesse contro la massicciata. Nell'inchiesta sono indagati per disastro ferroviario colposo e altri reati due manager e quattro tecnici di Rfi e due manager di Trenord, oltre alle due società.