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23 feb 2022

Ucraina, Russia e Unione europea: chi paga il prezzo delle sanzioni?

Tra commercio, energia e caro-bollette, le misure contro il Cremlino peseranno più sull’Europa e sull’Italia che sugli Stati Uniti

23 feb 2022
arnaldo liguori
Economia
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Illustrazione di Arnaldo Liguori
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Illustrazione di Arnaldo Liguori

Dopo che la Russia ha inviato truppe militari nei territori orientali dell’Ucraina, l’Unione europea e gli Stati Uniti hanno annunciato pesanti sanzioni economiche contro il Cremlino. Tuttavia, gli europei hanno molto più da perdere rispetto agli americani a causa delle sanzioni.

I problemi riguardano l’energia e il commercio. Da una parte, l’Europa dipende dal gas russo e la crisi energetica potrebbe intensificarsi facendo aumentare ulteriormente i prezzi della bolletta. Dall’altra, la Russia rappresenta uno dei principali partner commerciali europei e, soprattutto, italiani.

Questa situazione, oltre a rappresentare un problema di per sé, potrebbe anche compromettere l’unità del fronte occidentale contro il Cremlino. Le sanzioni dell’Unione europea devono essere approvate all’unanimità e alcuni Stati – quelli che più di altri pagano lo scotto – potrebbero tirarsi indietro o limitare l’efficacia delle sanzioni. Ma andiamo con ordine.

 

Effetti su energia e bollette

La maggior parte dei Paesi europei dipende in buona misura dal gas proveniente dalla Russia. Il presidente russo Vladimir Putin lo sa bene e può usare l’energia come arma di ricatto potenziale contro le sanzioni economiche imposte dall’Occidente. In altre parole: “Se mi punite, chiudo i rubinetti che danno energia alle vostre case”.

La strategia è già iniziata. Da giugno, il Cremlino ha ridotto del 25 per cento le forniture. Questo ha fatto quasi quadruplicare i prezzi del gas nell’Unione europea, che a loro volta hanno fatto impennare anche i prezzi dell’energia elettrica, dato che questa viene prodotta in molti Paesi proprio attraverso il gas naturale.

Gli effetti sono particolarmente duri per l’Italia. Il nostro Paese importa il 43 per cento del gas dalla Russia e lo utilizza per produrre circa il 60 per cento dell’elettricità. Il primo trimestre di quest’anno è iniziato con un aumento della bolletta del 55 per cento. Un fatto senza precedenti. Per i consumatori domestici, è più che triplicato in due anni.

Come effetto a cascata, il costo dell’energia ha fatto aumentare quello di tutti gli altri beni e servizi. L’inflazione non era così alta da quasi trent’anni. Nell’ultimo anno i prezzi sono aumentati complessivamente del 4,8 per cento: dal pane alla benzina, dai computer alla carta.

“L’instabilità geopolitica e le tensioni tra Russia e Ucraina sono destinate a peggiorare le cose”, ha spiegato Re Rebaudengo, presidente di Elettricità Futura, l’associazione che riunisce il 70 per cento delle imprese italiane del mercato elettrico. “La nostra bolletta elettrica è legata al destino del prezzo del gas, e sarà quindi ancora più elevata rispetto alla bolletta del 2021”.

 

La questione commerciale

Quando la Russia invase e annetté la Crimea nel 2014, l’Occidente mise in atto estese sanzioni commerciali. Nei tre anni successivi, queste misuro ebbero effetti molto diversi tra i Paesi occidentali, colpendo soprattutto Ungheria, Polonia, Germania e Paesi Bassi, per nulla gli Stati Uniti.

All’epoca, l’Italia perse parecchio. L’ambasciatore italiano a Mosca, Pasquale Terracciano, ha ricordato che nel 2013, prima delle sanzioni, «le nostre esportazioni in Russia sfioravano i 15 miliardi di dollari ma, subito dopo l’adozione delle sanzioni siamo scesi a 7 miliardi, ora risaliti a 11 miliardi».

Oggi, in termini commerciali, l’Unione europea rischia di subire un danno maggiore rispetto agli Stati Uniti a causa delle sanzioni economiche. La Russia è il quinto partner commerciale dell’Unione europea, il terzo dell’Italia. Al contrario, gli Stati Uniti hanno traffici molto più limitati.

“Le sanzioni hanno l'effetto migliore se sono efficienti”, ha affermato la scorsa settimana il ministro degli Esteri tedesco Annalena Baerbock. “Si tratta di sanzioni che hanno davvero un effetto, non contro sé stessi, piuttosto contro la Russia”. In altri termini, l’Unione europea dovrà bilanciare attentamente gli effetti delle sanzioni sulla propria economia e questo potrebbe rendere difficile trovare un consenso unanime su cosa fare.

Il problema, poi, “è che in ogni caso le sanzioni potrebbero non essere efficaci”, spiega Carlo Jean, ex generale di corpo d’armata ed esperto di strategia militare e geopolitica, nonché docente di Studi strategici. “La situazione è diversa rispetto al 2014 perché la Russia è meglio preparata dal punto di vista finanziario. In questi anni, approfittando dell’aumento delle materie prime, ha aumentato le sue riserve di dollari ad oltre 600 miliardi, mentre il suo fondo sovrano è salito da 80 a 200 miliardi di dollari”. Insomma, potrebbe resistere a lungo a un “assedio economico”.

I rischi per l’energia e il commercio sono i motivi dell’approccio prudente dell’Italia nei confronti delle sanzioni contro la Russia. Il presidente del Consiglio Mario Draghi ha condannato l’azione militare russa in comunicato, ma non si è esposto oltre. Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha affermato il consenso sulle sanzioni, ma sembra che il Governo italiano stia continuando a mantenere i contatti con il Cremlino per continuare sulla via diplomatica. Comunque vada, gli effetti sui consumatori italiani si faranno sentire.

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