Superbonus 110% per le ristrutturazioni, ammortizzatori sociali, assegno unico universale per i figli e la prima fase delle riforma fiscale. Sono alcuni dei contenuti della Nota di aggiornamento del Documento di economia e finanza (Nadef).

 

 

Assegno unico familiare

Sarà portata inizialmente prorogato e poi portato a regime l'Assegno unico famigliare. Il provvedimento renderà possibile ottenere l'assegno famigliare a categorie come i lavoratori autonomi e le partite iva che attualmente ne sono escluse. Il Consiglio dei Ministri ha prorogato al 31 ottobre 2021 i termini, precedentemente fissati al 30 settembre 2021, per la presentazione delle domande di assegno temporaneo per i figli con effetti retroattivi dal 1 luglio 2021. Lo rende noto Palazzo Chigi

Riforma fiscale e Irpef

I buoni dati sulla ripresa economica e le previsioni dell'aumento del Pil permetteranno al Governo di mettere mano con più "semplicità" alla riforma del fisco e dell'Irpef. Obiettivo sarà quello di rendere meno complesso i sistema e diminuire il peso della tassazione. Per intanto il decreto legge di proroga approvato oggi in Consiglio dei ministri «rinvia al 30 novembre 2021 il termine per la regolarizzazione del versamento relativo al saldo Irap 2019 ed al primo acconto Irap 2020». Lo si legge nel comunicato stampa del Cdm. «La proroga del termine in scadenza al 30 settembre si rende necessaria poiché la decisione della Commissione Europea sull'estensione delle nuove soglie del Quadro Temporaneo agli aiuti già autorizzati non sarà adottata entro tale termine.

Ammortizzatori sociali

Anche in questo caso il Governo intende lavorare, in accordo con le parti sociali, a un sistema di coperture universali per le persone che vengono estromesse dal mondo del lavoro: oggi diverse categorie di lavoratori ne sono escluse.

Il Superbonus 110

Il Consiglio dei ministri ha stabilito che il Superbonus 110% sulla ristrutturazione degli immobili sarà prorogato fino al 2023. Uno strumento, secondo le associazioni di categoria, fondamentale per sostenere l'edilizia. Un provvedimento che potrebbe essere modificato estendendone le opportunità.

Il Nadef

Il sentiero programmatico per il triennio 2022-24 consentirà ''di attuare la riforma degli ammortizzatori sociali e un primo stadio della riforma fiscale. L'assegno unico universale per i figli verrà messo a regime''. E' quanto si legge nella bozza della Nadef, approvata dal Consiglio dei ministri. Il sentiero programmatico per il triennio 2022-2024, si legge nel documento, ''consente di coprire le esigenze per le cosiddette politiche invariate e il rinnovo di numerose misure di rilievo economico e sociale, fra cui quelle relative al sistema sanitario, al Fondo di garanzia per le pmi e agli incentivi all'efficientamento energetico degli edifici e agli investimenti innovativi''.

La crescita del Pil

La fase espansiva dell'economia italiana durerà fino al 2024; in questi anni l'extra deficit sarà di quasi 77 miliardi di euro. Il quadro tendenziale mostra per il 2022 un deficit al 4,4% che diventa del 5,6% in quello programmatico, con un incremento di 1,2 punti percentuali. L'anno successivo l'indebitamento passa dal 2,4% tendenziale al 3,9% programmatico (+1,5 punti percentuali) e nel 2024 si passa dal 2,1% al 3,3% (+1,2 punti percentuali). In euro vuol dire +22,7 miliardi il prossimo anno, a cui si aggiungono 29,6 miliardi nel 2023 e altri 24,5 miliardi nel 2024 per un totale di 76,8 miliardi nel triennio.  La fase espansiva in extra deficit, per un totale di quasi 77 miliardi nel 2022-2024, avrà effetti positivi sul pil, stimati in 0,7 punti percentuali nei prossimi due anni. ''In confronto al quadro tendenziale - si legge nel documento - il sentiero dell'indebitamento netto è superiore di oltre un punto percentuale di pil a partire dal 2022. Ciò implica un impatto sul pil valutabile in quasi 0,5 punti percentuali di crescita aggiuntiva in confronto al tendenziale nel 2022. Il differenziale di indebitamento netto fra i due scenari si amplia ulteriormente nel 2023, a 1,5 punti percentuali di maggior deficit, dando luogo ad un impatto sul tasso di crescita del pil reale di quasi 0,2 punti percentuali. Nell'anno finale il differenziale di deficit si riduce a 1,2 punti, il che dà luogo ad un lieve impatto negativo sul pil, che è tuttavia sostanzialmente compensato dall'effetto ritardato dell'impulso ereditato dai due anni precedenti''. Come risultato di questi effetti, la crescita del pil nello scenario programmatico è pari al 4,7 per cento nel 2022, 2,8 per cento nel 2023 e 1,9 per cento nel 2024.