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6 set 2021

"IL PIANETA NON HA PIÙ TEMPO, DOBBIAMO ACCELERARE"

6 set 2021
IN CORSA CONTRO I DANNI «I ghiacci della Groenlandia – spiega Filippo Giorgi – si stanno sciogliendo e continueranno a sciogliersi anche se riusciremo a limitare il surriscaldamento delle temperature a 1,5°C, ma siamo ancora in tempo per fermare le conseguenze più gravi, che renderebbero inabitabili vaste aree del pianeta»
IN CORSA CONTRO I DANNI «I ghiacci della Groenlandia – spiega Filippo Giorgi – si stanno sciogliendo e continueranno a sciogliersi anche se riusciremo a limitare il surriscaldamento delle temperature a 1,5°C, ma siamo ancora in tempo per fermare le conseguenze più gravi, che renderebbero inabitabili vaste aree del pianeta»
IN CORSA CONTRO I DANNI «I ghiacci della Groenlandia – spiega Filippo Giorgi – si stanno sciogliendo e continueranno a sciogliersi anche se riusciremo a limitare il surriscaldamento delle temperature a 1,5°C, ma siamo ancora in tempo per fermare le conseguenze più gravi, che renderebbero inabitabili vaste aree del pianeta»
IN CORSA CONTRO I DANNI «I ghiacci della Groenlandia – spiega Filippo Giorgi – si stanno sciogliendo e continueranno a sciogliersi anche se riusciremo a limitare il surriscaldamento delle temperature a 1,5°C, ma siamo ancora in tempo per fermare le conseguenze più gravi, che renderebbero inabitabili vaste aree del pianeta»
IN CORSA CONTRO I DANNI «I ghiacci della Groenlandia – spiega Filippo Giorgi – si stanno sciogliendo e continueranno a sciogliersi anche se riusciremo a limitare il surriscaldamento delle temperature a 1,5°C, ma siamo ancora in tempo per fermare le conseguenze più gravi, che renderebbero inabitabili vaste aree del pianeta»
IN CORSA CONTRO I DANNI «I ghiacci della Groenlandia – spiega Filippo Giorgi – si stanno sciogliendo e continueranno a sciogliersi anche se riusciremo a limitare il surriscaldamento delle temperature a 1,5°C, ma siamo ancora in tempo per fermare le conseguenze più gravi, che renderebbero inabitabili vaste aree del pianeta»

OGNI TONNELLATA DI CO2 in più conta. Ogni chilo. Ogni grammo. "Sta a noi decidere come dovrà essere la vita dei nostri figli e nipoti, perché i gas serra emessi oggi rimarranno in atmosfera per un altro mezzo secolo", spiega Filippo Giorgi (a destra), climatologo e membro dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc), oltre che responsabile della sezione di Fisica della Terra dell’International Centre for Theoretical Physics di Trieste. Da oltre trent’anni Giorgi e i suoi colleghi dell’Ipcc, che nel 2007 hanno vinto il Nobel per la Pace, lanciano al mondo allarmi sempre più pressanti sulla crisi del clima: il loro primo rapporto è uscito nel 1990, il sesto pochi giorni fa. Nell’ultimo si parla di cambiamenti che non sono mai stati così veloci, alcuni dei quali ormai irreversibili, a partire dal surriscaldamento delle temperature medie rispetto ai livelli pre-industriali, che è già a 1,1°C e arriverà a 1,5°C nel giro di vent’anni, causando lo scioglimento dei ghiacci e l’innalzamento dei mari, il cui livello è già salito di 20 centimetri ed entro il 2050 potrebbe salire altrettanto. La domanda che sorge a tutti spontanea è: ma allora non c’è più niente da fare? "Alcuni processi ormai sono avviati e indietro non si torna. I ghiacci della Groenlandia si stanno sciogliendo e continueranno a sciogliersi anche se riusciremo a limitare il surriscaldamento delle temperature a 1,5°C, ma siamo ancora in tempo per fermare le conseguenze più gravi, quelle che renderebbero inabitabili vaste aree del pianeta. Il rapporto lo dice chiaramente e chiede riduzioni immediate, rapide e su larga scala delle emissioni di gas serra". Che cosa succederà se non smetteremo di bruciare combustibili fossili, come carbone, petrolio e gas? "Se non si farà nulla andiamo incontro a cambiamenti molto profondi del clima globale. Quando si parla di un aumento di ...

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