MOTORE dell’economia e spinta per la ripresa post-Covid. Il ruolo da protagonista che Intesa Sanpaolo (ISP) interpreta da sempre, e con ancora più impegno nella stagione della pandemia, per sostenere la clientela retail (privati e famiglie) e le imprese (piccole, medie e grandi) non si limita all’attività nel nostro Paese ma cresce e si sviluppa anche all’estero. Dove, dall’Europa dell’Est all’area del Mediterraneo, operano in 12 Paesi le 11 banche che, con partecipazioni quasi sempre di controllo e con quote da leader del mercato, fanno capo a Intesa Sanpaolo. Che oltre i confini nazionali replica quello che per l’Italia rappresenta la Banca dei Territori guidata da Stefano Barrese, con la Divisione International Subsidiary Banks. La Divisione International Subsidiary Banks, spiega il responsabile Marco Rottigni, svolge l’attività di gestione e di controllo coordinato sulle 11 banche che operano (dal retail al corporate all’asset management) in Ungheria, Slovenia, Croazia, Serbia, Romania, Albania, Bosnia, Ucraina, Moldavia,...

MOTORE dell’economia e spinta per la ripresa post-Covid. Il ruolo da protagonista che Intesa Sanpaolo (ISP) interpreta da sempre, e con ancora più impegno nella stagione della pandemia, per sostenere la clientela retail (privati e famiglie) e le imprese (piccole, medie e grandi) non si limita all’attività nel nostro Paese ma cresce e si sviluppa anche all’estero. Dove, dall’Europa dell’Est all’area del Mediterraneo, operano in 12 Paesi le 11 banche che, con partecipazioni quasi sempre di controllo e con quote da leader del mercato, fanno capo a Intesa Sanpaolo. Che oltre i confini nazionali replica quello che per l’Italia rappresenta la Banca dei Territori guidata da Stefano Barrese, con la Divisione International Subsidiary Banks. La Divisione International Subsidiary Banks, spiega il responsabile Marco Rottigni, svolge l’attività di gestione e di controllo coordinato sulle 11 banche che operano (dal retail al corporate all’asset management) in Ungheria, Slovenia, Croazia, Serbia, Romania, Albania, Bosnia, Ucraina, Moldavia, Slovacchia, Repubblica Ceca ed Egitto. Complessivamente queste banche gestiscono circa 60 miliardi di asset, hanno quasi 7 milioni di clienti e nel 2020 hanno realizzato ricavi per quasi 2 miliardi dando un importante contributo al conto economico del gruppo ISP. Con risultati che nonostante gli effetti negativi provocati dalla pandemia – che in questi Paesi è arrivata con qualche mese di ritardo rispetto all’Italia ma è stata particolarmente forte con la terza ondata di contagi alla fine del 2020 – hanno superato i budget e con aspettative positive per il 2021 alla luce della ripresa delle economie in questi primi mesi dell’anno. Mercati, quelli di questi 12 Paesi, interconnessi con l’attività delle piccole e grandi imprese italiane che Intesa Sanpaolo sostiene per favorirne la crescita, l’innovazione, la digitalizzazione e l’internazionalizzazione.

A partire dalle Pmi che fanno parte della spina dorsale della nostra economia rappresentata dalle filiere e dai distretti industriali. Quelli che anche in tempo di Covid hanno mostrato una maggiore resilienza. Da diversi anni ISP è in prima linea nel supportare le imprese italiane con il Programma Sviluppo Filiere che, dal suo avvio a fine 2015, ha coinvolto 770 capi filiera, con i loro 18.500 fornitori collegati e un giro di affari di oltre 80 miliardi E proprio nell’ambito del Programma Sviluppo Filiere, Intesa Sanpaolo ha lanciato la nuova piattaforma digitale di Confirming internazionale. Una soluzione innovativa e digitale di finanza di filiera, spiega sempre Rottigni, che consente alle imprese sia italiane sia estere di raggiungere i propri partner commerciali in tutto il mondo e garantire maggiore stabilità alle filiere produttive estese su più Paesi supportando così un network che genera importanti flussi di commercio.

ISP è il primo operatore bancario in Italia ad aver introdotto il sostegno del ciclo finanziario delle forniture tramite Confirming grazie alla collaborazione tra la Divisione Banca dei Territori e la Divisione International Subsidiary Banks. Attraverso questa sinergia il gruppo supporta così il ciclo finanziario delle forniture sia delle imprese italiane che vendono i propri prodotti oltre confine, sia delle imprese che si riforniscono da partner esteri. Il Confirming, spiega ancora Rottigni, consente infatti ai fornitori dei capo-filiera di ottenere liquidità immediata, smobilizzando direttamente online i propri crediti e offrendo la possibilità per i capofiliera di allungare i termini di pagamento con il credito di fornitura, generando un vantaggio di liquidità complessivo per la filiera stessa. Il primo Paese, scelto anche per un tessuto imprenditoriale e di filiere simile al nostro, per il lancio della nuova piattaforma è stata l’Ungheria, dove Intesa opera con CIB-Bank e che intrattiene scambi commerciali con l’Italia per 10 miliardi all’anno. "È nostra ambizione – sottolinea Rottigni – diventare la Banca di riferimento per le filiere internazionali nelle aree geografiche in cui siamo presenti. Con l’estensione di Confirming all’Ungheria e alle filiere italo-ungheresi, ci stiamo muovendo in questa direzione. Rafforzando l’offerta e l’attività internazionale del gruppo ISP e fornendo servizi specializzati per le filiere, siamo a fianco delle imprese, in Italia con Intesa Sanpaolo, in Ungheria con CIB Bank e presto in molte altre aree dell’Europa dell’Est".

Entro l’anno, infatti, l’obiettivo è di collegare alla piattaforma Confirming anche Serbia, Slovacchia, Romania, Albania e Slovenia. Intesa Sanpaolo continua così a investire sull’offerta per le filiere internazionali, valorizzando la piattaforma di Confirming e in sinergia tra l’Italia e i mercati dei Paesi presidiati dalla Divisione International Subsidiary Banks, che hanno generato nel 2020 flussi commerciali – con protagonisti i semilavorati - per 66 miliardi. Un trend, quello della finanza di filiera, conclude Rottigni, in forte ascesa e la conferma è arrivata da queste prime settimane di operatività in Ungheria che hanno già registrato, dall’elettronica all’auto al food, la partecipazione alla piattaforma di 5 buyer con 15 fornitori in Italia e rispettivamente 4 e 8 in Ungheria.