Cambiano le regole sui congedi parentali. Le modifiche sono state introdotte nella legge di bilancio appena approvata dal parlamento. Vediamo quali sono, con l'aiuto di una scheda elaborata da "Fisco e Tasse", sito specializzato in tematiche di fisco e previdenza. 

L'aggiornamento più importante riguarda il congedo obbligatorio per i padri lavoratori dipendenti, fissato in 10 giorni, che viene reso stabile. Via libera anche alla conferma del congedo ulteriore facoltativo di un giorno che fu introdotto dalla legge 28 del giugno 2012. 

  1. Inps
  2. Quando si può fare
  3. Come si richiede
  4. Come fruirne
  5. Morte perinatale

Le istruzioni dell'Inps

Sul tema ieri, lunedì 3 gennaio, l'Inps ha diffuso una circolare realizzata per fornire le prime istruzioni sul congedo per i neo papà. Nel documento si afferma che il congedo obbligatorio è un diritto autonomo del padre. Si va aggiungere, quindi, e non a sovrapporre a quello della madre. E spetta comunque indipendentemente dal diritto della madre al congedo obbligatorio. 

I giorni di congedo obbligatorio, poi, sono riconosciuti anche ai genitori che godano del congedo di paternità così come normato dall'articolo 28 del decreto legislativo numero 151 del 2001, quello che stabilisce il diritto del padre lavoratore ad astenersi dal lavoro per tutta la durata del congedo di maternità o per la parte residua che sarebbe spettata alla lavoratrice, in caso di morte o di grave infermità della madre oppure di abbandono, nonché in caso di affidamento esclusivo del bambino al padre.

Capitolo congedo facoltativo del padre: questo non è un diritto autonomo, ma vi si può accedere in seguito a un accordo con la madre e in sua sostituzione, in relazione al periodo di congedo obbligatorio che spetta alla neo mamma. 

Congedo obbligatorio e congedo facoltativo: quando si possono fare

Si può accedere a entrambi i tipi di congedo nel caso di parto, adozione e affidamento (preadottivi e non preadottivi), collocamento temporaneo.

Congedo obbligatorio e facoltativo: come si richiede

Le indicazioni dettate dall'Inps restano quelle di una precedente circolare sul tema, la numero 40 del 2013, ovviamente con aggiornamento riguardo l'anno di nascita dei bimbi (o bimbe), in questo caso il 2021. Sono tenuti a presentare domanda di congedo all'istituto di previdenza solo i lavoratori per i quali l'indennità sarà pagata direttamente dall'Inps. Se invece il sostegno al reddito dovesse essere anticipato dal datore di lavoro, sarà sufficiente comunicare esclusivamente a quest'ultimo la fruizione del congedo.

Congedo obbligatorio e facoltativo: come fruirne

Si può godere del congedo anche in modo non continuativo, purché l'astensione dal lavoro avvenga nei primi 5 mesi di vita del neonato. Per quanto riguarda la durata del periodo di congedo, il calcolo dovrà essere fatto esclusivamente contando le giornate lavorative

Congedo obbligatorio e facoltativo dei padri in caso di morte perinatale del figlio

Indicazioni sono fornite anche riguardo un evento tragico, la morte perinatale del figlio, ovvero il decesso del piccolo che arrivi tra la ventottesima settimana di gravidanza e i dieci giorni dopo il parto. Il congedo può essere fruito, sempre entro i cinque mesi successivi alla nascita del figlio, anche nel caso di:

  • figlio nato morto dal primo giorno della 28° settimana di gestazione (il periodo di cinque mesi entro cui fruire dei giorni di congedo decorre dalla nascita del figlio che in queste situazioni coincide anche con la data di decesso);
  • decesso del figlio nei primi dieci giorni di vita (compreso il giorno della nascita). Il periodo di cinque mesi entro cui fruire dei giorni di congedo decorre comunque dalla nascita del figlio e non dalla data di decesso.

Niente congedo di paternità, quindi, qualora i figli (nati, adottati o affidati) muoiano successivamente al decimo giorno di vita (il giorno della nascita è compreso nel conto).