Milano - Da giovedì 7 ottobre, ha annunciato Regione Lombardia, gli ultraottantenni e gli immunocompromessi che vanno a fare la terza dose di antiCovid a mRna (Pfizer o Moderna, indipendentemente dal primo vaccino) nei centri vaccinali lombardi si vedranno proporre anche l’antinfluenzale. L’iniezione dei due vaccini nella stessa seduta è stata sdoganata dal Ministero della Salute, e la Regione ha anticipato, per queste categorie che rientrano tra quelle che hanno diritto all’antiflu gratuito, l’avvio della campagna che partirà questo mese, con un grosso ruolo per i medici di base che potranno somministrare sia in studio che negli hub antiCovid che a domicilio entrambi i vaccini.

Quanto all’antiCovid, da lunedì la 'fase 3' della terza dose (partita questa settimana anche per gli  ospiti e  i lavoratori nell Rsa lombarde) s’allarga: circa 333 mila operatori della sanità vaccinati in Lombardia inizieranno a ricevere il richiamo 'booster'; e i 630mila ultraottantenni che da domenica possono prenotarlo negli hub attraverso il portale di Poste o il numero verde 800 894 545, da lunedì prossimo potranno prendere appuntamento direttamente in 668 farmacie lombarde e fare poi lì il richiamo, a partire da lunedì 18 ottobre per le Ats della Montagna, di Brescia e di Pavia e da mercoledì 20 in tutte le altre. 

Sempre che l’ultima dose l’abbiano ricevuta da almeno sei mesi (martedì, solo per 230 mila dei 630 mila over 80 erano trascorsi), altrimenti dovranno ripresentarsi: per anziani e sanitari la Regione prevede di completare l’operazione-booster entro fine anno. Ed è pronta, se il Governo deciderà in tal senso, a partire l’ultima settimana di novembre con i richiami a sei mesi per gli altri maggiorenni vaccinati, che proseguirebbero fino a maggio 2022. Discorso diverso per i 134 mila immunocompromessi che possono ricevere il terzo antiCovid dal 20 settembre, negli ospedali che li hanno in cura o nei centri vaccinali prenotandosi sul portale: per loro la terza è una dose «addizionale», può essere somministrata già 28 giorni dopo l’ultima ed è parte integrante del ciclo vaccinale, perché, per patologie o farmaci che assumono, hanno più difficoltà a sviluppare anticorpi.