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19 feb 2022

Obbligo vaccinale over 50: sarà cancellato o prorogato? Cosa può cambiare dopo 15 giugno

Gli scenari per le prossime settimane e i nodi da sciogliere per il governo Draghi lungo la strada verso la normalità

Milano - "Finalmente vediamo la curva del contagio piegarsi dal lato giusto e possiamo guardare con fiducia alle prossime settimane. Dobbiamo farlo ancora con attenzione, riconoscendo l'evidenza scientifica come bussola, ma è giusto guardare con fiducia alle prossime settimane". Lo ha detto il ministro della Salute Roberto Speranza, intervenendo al congresso di Azione. "Questo è avvenuto non per caso ma perché la comunità nazionale è stata all'altezza della sfida di una grande campagna di vaccinazione. Altri Paesi hanno dovuto decidere restrizioni più dure per piegare la curva, in Italia questo non è avvenuto", ha aggiunto.  "Oggi possiamo programmare il futuro - ha concluso - perché il 91% dei cittadini sopra i 12 anni ha ricevuto la prima dose, l'82% ha completato il ciclo primario e anche i richiami corrono molto velocemente". 

La campagna vaccinale

In Italia, riferisce il report del commissario straordinario per l'emergenza sanitaria aggiornato alle ore 6.26 di questa mattina, sono 132.959.829 le dosi di vaccino anti-Covid somministrate, il 98,6% del totale di quelle consegnate pari finora a 134.878.889.  In particolare, sono state somministrate 36.754.194 dosi addizionali/richiamo (booster) all'84,14% della popolazione over 12 potenzialmente destinataria di queste somministrazioni che ha ultimato il ciclo vaccinale da almeno quattro mesi. Il totale della popolazione over 12 che ha ricevuto almeno una dose è pari a 49.232.578 persone, il 91,15%, mentre il totale del ciclo vaccinale sempre nella fascia over 12 riguarda 48.015.405 persone, pari all'88,90%.

Complessivamente i guariti over 12 al massimo da sei mesi senza alcuna somministrazione sono 1.445.957, pari al 2,68% della popolazione. Il totale di chi ha ricevuto almeno una dose e di chi è guarito da al massimo sei mesi senza alcuna somministrazione è di 50.678.535 persone pari al 93,83% della popolazione over 12. Nella platea 5-11 anni, il totale di chi ha ricevuto almeno una dose è di 1.335.028, pari al 36,52% dei bambini in questa fascia di età, mentre il totale di chi ha completato il ciclo vaccinale è di 983.997, pari al 26,91%, e quello dei guariti al massimo da sei mesi è di 651.792, il 17,83%. 

I nodi da sciogliere

Le prossime settimane saranno segnate da nuove tappe verso il ritorno alla normalità. Restano da sciogliere alcuni nodi: quanto durerà l'obbligo vaccinale per gli over 50? E il super green pass? Sarà eliminato o semplicemente rimodulato? E quando si potrà dire addio alle mascherine al chiuso? Quel che pare certo è che il governo targato Mario Draghi punti a un progressivo allentamento delle misure. Parola d'ordine gradualità, dunque. L'ipotesi su cui si lavora è quella di andare avanti un passo alla volta con l'allentamento delle misure, come l'obbligo di mascherina al chiuso, e dell'obbligo del pass, a partire dal 31 marzo: prima per le attività all'aperto e poi per quelle al chiuso. Diverso il discorso dell'obbligo vaccinale per gli over 50, scattato a inizio gennaio

Il monito di Costa

"Siamo di fronte ad una norma che è stata approvata e che prevede l'obbligo vaccinale" anti-Covid "per gli over 50 fino al 15 giugno, quindi con questo dobbiamo fare i conti e dobbiamo procedere nel rispetto di questa regola. Valutiamo quali saranno i dati delle prossime settimane e poi alla scadenza dell'obbligo. Il Governo farà le dovute valutazioni", ma "non si può escludere una proroga, assolutamente no" ha precisato ieri il sottosegretario alla Salute Andrea Costa, a '24 Mattino' su Radio 24.  "C'è ancora una platea di italiani over 50 che non si è vaccinata - ha ricordato -. Noi contiamo che si restringa ancora, poi a ridosso della scadenza faremo le valutazioni. Quello che dobbiamo dire è che l'obbligo vaccinale per gli over 50 c'è, è una legge e fino al 15 giugno questo obbligo permane". 

Pregliasco: prorogare obbligo ha senso

Per il virologo Fabrizio Pregliasco, docente all'università Statale di Milano "l'elemento dell'obbligo vaccinale vuole consolidare al massimo possibile la copertura delle persone più a rischio, quindi ha un senso" l'idea di prorogare oltre il 15 giugno la vaccinazione anti-Covid obbligatoria per gli over 50, così come ipotizzato dal sottosegretario alla Salute Andrea Costa. "Non sarà facile convincere chi non si è ancora vaccinato. Quelli che non l'hanno ancora fatto - ha detto il medico - è perché proprio non lo vogliono fare".  "Ci vuole pacificazione sociale - ha auspicato Pregliasco - il ritorno a una vita normale, con un rilassamento progressivo degli elementi di stringenza che speriamo possano lasciare spazio al buonsenso". Intanto, però, si parla di prorogare un obbligo: "E' una decisione non facile - ha ammesso il virologo - specie in questo momento in cui tira il vento del 'tutto finito', cosa purtroppo non vera perché ogni giorno è come se si schiantasse un boing", stando al numero di morti Covid che ancora leggiamo nei bollettini quotidiani.  "Dovremo convivere con questo virus - ha detto Pregliasco - Sicuramente le cose miglioreranno durante tutta questa primavera-estate, ma dobbiamo considerare che un'onda, che non sarà un'ondata, ma un'onda, tornerà in inverno quando Sars-CoV-2 sarà uno dei virus respiratori che circolano". In quest'ottica, ripete l'esperto, "consolidare le coperture vaccinali ha un senso".  Secondo Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute, Roberto Speranza "la nostra sicurezza futura dipende dalle coperture vaccinali che vanno ulteriormente rafforzate e dalle cautele comportamentali aiutate anche dal Green pass".

Caruso: far rispettare obbligo

Nei giorni scorsi a parlare di green pass e obbligo vaccinale era stato Arnaldo Caruso, presidente della Società italiana di virologia (Siv-Isv): "Abbiamo messo in sicurezza i fragili e gli anziani" con la campagna di vaccinazione anti-Covid, "abbiamo messo l'obbligo vaccinale per gli over 50. Il Green pass", se portato avanti anche oltre il 31 marzo quando scadrà lo stato d'emergenza, "sembra un'implicita incapacità dello Stato a far rispettare le proprie leggi. Non sono d'accordo" - "Io credo che il Green pass sia stato inteso come giusta misura per tutelare le persone durante il picco pandemico, in attesa di metterle in sicurezza, in primis con le vaccinazioni", ha detto l'esperto, ordinario di microbiologia e microbiologia clinica all'università di Brescia e direttore del Laboratorio di microbiologia dell'Asst Spedali Civili. Ora abbiamo raggiunto una larga maggioranza di over 12 immunizzati, e soprattutto "abbiamo fatto un decreto che rende legge l'obbligo vaccinale per gli over 50. A questo punto, più di questo, che cosa si può fare se non far valere quest'obbligo?", ha chiesto Caruso. 

Galli: mantenere obbligo, senza "condoni"

Per Massimo Galli, già primario di Malattie Infettive del Sacco di Milano, "l'obbligo di vaccinazione anti-Covid per gli over 50 va mantenuto senza se e senza ma. Sarebbe un ennesimo condono" per i non vaccinati "nel Paese dei condoni". Secondo l'infettivologo, l'obbligo deve essere assolutamente mantenuto "anche per serietà nei confronti del resto della popolazione che ha fatto tutto quello che doveva fare, vaccinandosi, e che, se chiamata a ulteriori interventi qualora necessari, potrebbe chiedersi: 'quindi alla fine c'è stata una sorta di condono per i non vaccinati? Sono stati loro i furbi e noi i cretini?'". Quanto all'allentamento delle altre restrizioni, Galli sottolinea: "Non ho assolutamente obiezioni, in una situazione epidemiologica più favorevole. Bisogna vivere e convivere con questo virus, pur avendo avuto una serie di reiterate sorprese che a questo punto sarebbe opportuno evitarne un'ulteriore. In meno di un anno ci sono state tre varianti che hanno preso la predominanza una dopo l'altra e dobbiamo essere pronti a una quarta, anche se non è detto che arrivi e non è detto che sia più cattiva". "In altre parole - ha detto lo specialista - bisognerebbe aver imparato la lezione. E la lezione dice che ci deve essere prudenza. La situazione è completamente diversa perché abbiamo avuto milioni di italiani che si sono infettati con Omicron, così come abbiamo una quantità di vaccinati importante, ma resta un ventre molle rappresentato dai non vaccinati e c'è ancora molto da fare nelle fasce più giovani, bambini piccolissimi e piccoli". Per questo, sì a un allentamento graduale e ragionato, "ma va mantenuta la prudenza".  

Lopalco: giusta proroga anche in vista dell'autunno

"Un obbligo o c'è o non c'è, non scade, perché il virus non scade e non va via. A giugno ci sarà ancora, e il 50enne non vaccinato avrà ancora la possibilità di infettarsi e finire in ospedale, anche se minore perché la circolazione del virus sarà più bassa, ma sicuramente in autunno riprenderà forza. Quindi" l'obbligo di vaccino anti-Covid per gli over 50 "va prorogato anche in vista dell'autunno". Così Pier Luigi Lopalco, docente di Igiene all'Università del Salento, che ammonisce: "Guai se la politica dà il segnale che è tutto finito. E' finita l'emergenza, ma il virus sta lì e lo dobbiamo affrontare con mezzi ordinari".  "Gli over 50 - ha aggiunto l'epidemiologo - sono una categoria da proteggere, perché, purtroppo, abbiamo visto che soprattutto in quest'ultima ondata gli ospedali erano principalmente occupati da persone non vaccinate: ma il ventenne che non si vaccina fa molto meno danno alla società perché ha una probabilità di finire in terapia intensiva molto più bassa del 50enne. Quindi bisognava soprattutto proteggere quella fascia, anche se l'obbligo non è mai una bella soluzione. Ma - ha concluso- dove e quando necessario lo si fa". 

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