Roma - Tra aprile, maggio e giugno in Europa arriveranno 250 milioni di dosi dei quattro vaccini al momento disponibili. Per l'Italia 54 milioni. Ad annunciarlo è il Commissario europeo per il mercato interno e i servizi Thierry Breton, ospite questa sera di Fabio Fazio a Che Tempo Che fa su Rai3.  Per il nostro Paese significa "più di tre volte di quanto ricevuto nel primo trimestre, quindi ci sarà un'accelerazione fortissima, che ci permetterà di arrivare al 70% degli adulti vaccinati entro luglio con la seconda dose. Ma è davvero molto importante che tutti si facciano vaccinare perché solo così si arresterà la pandemia. Ne ho parlato con il presidente Draghi, ci conosciamo da molto tempo e ci capiamo molto bene". 

La campagna vaccinale europea

Il Commissario ha poi ripercorso la campagna di approvvigionamento dell'Unione Europea: "Torniamo al mese di agosto dell'anno scorso, nessuno sapeva il funzionamento del vaccino, abbiamo sottoscritto un contratto con Astrazeneca, e poi con Pfizer, con Moderna, con Sanofi eccetera. Abbiamo avuto 106 proposte e tra queste ne abbiamo scelte 6. Abbiamo lavorato bene, perché tra questi sei vaccini, quattro sono stati approvati dall'Ema e speriamo di avere Sanofi nei prossimi tre mesi". In merito ad Astrazeneca ha precisato: "Abbiamo sottoscritto un contratto, avrebbero dovuto consegnare 100 milioni di dosi e poi 180 nel secondo trimestre e se avessero rispettato l'impegno contrattuale sarebbero andate bene le cose, invece ci hanno dato solamente il 30% quindi 80 e 60 milioni. Una volta che ci sarà la scadenza contrattuale, il 30 giugno, vedremo, di fatto non si è deciso nulla". 

Johnson&Johnson

"Su Johnson&Johnson sospeso non so nulla di più di voi ma siamo fiduciosi. L'Ema (che deciderà il 20 aprile, ndr) è una delle agenzie del farmaco più importanti al mondo, ci sono stati una serie di studi complementari e dobbiamo avere fiducia per la campagna vaccinale. Ci saranno 55 milioni di dosi del Johnson&Johnson che arriveranno in Europa e che dovranno essere usati. E' un vaccino interessante perché è monodose ed è più facile da usare". 

Il passaporto vaccinale

"Vogliamo creare questo passaporto digitale verde da metà giugno in concomitanza con l'aumento delle persone vaccinate e deve essere un numero significativo. L'obiettivo della Commissione è avere sufficienti vaccini al 15 luglio in modo tale che più del 70% della popolazione adulta abbia ricevuto anche la seconda dose. Con questa soglia possiamo creare questo certificato".

Il Commissario Breton ha aggiunto: "E' importante che le persone capiscano che sul certificato ci sarà indicazione dello stato della patologia, se è stato vaccinato o se e' portatore di un anticorpo se ha avuto la malattia, se la persona non appartiene ai primi due casi, dovrà fare un testo molecolare prima di prendere un aereo o vedere una partita o andare a teatro. Sul certificato ci sarà indicazione del test negativo. Sarà un certificato volontario e non obbligatorio. Se avremo più del 70% della popolazione vaccinata entro l'estate, il pass sarà molto importante per riaprire i luoghi pubblici e per i mezzi di trasporto e per ricominciare una vita normale. Ma vanno sempre rispettate le regole perché la vaccinazione non é obbligatoria anche se io la incoraggio".

Sullo stesso argomento, sempre oggi durante in un'intervista su BFMTV, aveva aggiunto: “Dobbiamo agire rapidamente, in tempo per l’apertura delle frontiere e per l’estate” così da “rilanciare la stagione turistica”, precisando che per l’introduzione del pass sono stati sbloccati nel complesso 50 milioni di euro.

Venerdì scorso, il ministro dell'Industria francese Agnès Pannier-Runacher ha detto che è probabile che l'Unione europea non rinnoverà i suoi contratti con il gruppo svedese-britannico nel 2022 per le stesse ragioni di quelle avanzate da Thierry Breton.