Dmitrj Gerasimenko
Dmitrj Gerasimenko

Cantù (Como), 8 febbraio 2019 - Sembra una partita di poker. Il piatto è ricco perché dentro c’è la Pallacanestro Cantù con le sue coppe, il suo prestigio e i suoi 83 anni di storia, di fronte due giocatori: da un lato la cordata Usa che ieri ha aumentato la sua offerta formalizzata il giorno prima, dall’altro lo Zar Gerasimenko, che di fiches di fronte a sé ne ha poche ma tiene ancora le carte in mano.

Nessuno sa dire se si tratta dell’ennesimo bluff o se vorrà rilanciare ancora, fatto sta che ieri l’intero entourage della squadra brianzola era con i nervi a fior di pelle in attesa della decisione dello Zar che, come il coccodrillo del tormentone per bambini, dove sta «non c’è nessuno che lo sa». A quanto sembra i compratori americani non hanno fissato un termine perentorio, ma nessuno si illude che saranno disposti a mantenere ferma la loro nuova offerta ancora a lungo. Si tratta di una somma top secret, comunque diversi milioni di euro, per acquisire la proprietà della squadra che però insieme a tanto prestigio porta anche un discreto numero di debiti, ingaggi e conti da saldare, più la quota del Pianella acquistata a suo tempo da Zar Dmitrj. Oggi il glorioso Pianella è vuoto e al suo interno non è rimasto neppure il parquet, trasferito più di un anno fa al centro di allenamento di Cantù, ma lo stesso conserva un discreto valore immobiliare specie da quando il Comune di Cucciago ha dato il via libera alla sua sistemazione, pur sempre vincolata all’utilizzo per sport e spettacoli. Zar Dmitry lo sa e forse per questo è tentato di rilanciare.

Questa volta però potrebbe andargli molto male, a quanto sembra infatti gli americani sono stati irremovibili e dopo aver studiato per un mese e mezzo i bilanci di Pallacanestro Cantù insieme ai loro soci italiani non sono disposti a scucire un euro-dollaro in più. Le altre due cordate di cui si era parlato fino a qualche giorno fa hanno da tempo abbandonato il tavolo, troppo ricco il piatto per le loro tasche. Insomma la partita è davvero agli scoccioli e se Gerasimenko non si accontenta e non passa all’incasso rischia davvero di ritrovarsi seduto al tavolo da solo. Proprio quello che Cantù e tutti i suoi tifosi non vorrebbero.